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Bombe a Scafati, condanna bis per Buonocore senza aumento di pena. Sconto per Crocetta e Pasquale Panariello. Ancora assoluzione per 4 imputati Cronaca Provincia e Regione 

Bombe a Scafati, condanna bis per Buonocore senza aumento di pena. Sconto per Crocetta e Pasquale Panariello. Ancora assoluzione per 4 imputati

L’antimafia e la procura generale della Corte d’Appello di Salerno non scalfiscono la sentenza del giudice di primo grado che, con il rito abbreviato, comminò pene più leggere rispetto alle richieste formulate per la gang che a suon di bombe ed estorsioni terrorizzava i commercianti di Scafati. A capo della banda c’era Giuseppe Buonocore, alias Pepp ‘e Scafati genero di Franchino Matrone ‘a belva, per il quale la pubblica accusa aveva chiesto 12 anni di reclusione rispetto agli 8 incassati con il giudizio alternativo davanti al gup salernitano. E contro Buonocore c’era stato anche l’appello del pm Giancarlo Russo che lo riteneva e lo ritiene a capo di una cosca che stava andando formandosi  sulla scia di Franchino Matrone. Per lui, difeso da Massimo Autieri e Stella Criscuolo, resta la sentenza di primo grado. Sconto a Giovanni Barbato Crocetta (assistito da Gennaro De Gennaro) che da 7 anni e 2 mesi scende a 5 anni di reclusione. Sconto di pena anche per Pasquale Panariello (difeso da Gennaro De Gennaro) che da 6 anni e 2 mesi arriva a 4 anni e 10 mesi. Crocetta era stato condannato per la tentata estorsione consumata ai danni di un tabaccaio , oltre al riciclaggio, ricettazione  e detenzione di marijuana. Pasquale Panariello invece risponde della tentata estorsione iper G e detenzione di armi. Per la procura reati aggravati dal metodo mafioso (che i giudici non hanno riconosciuto). Condanna confermata anche per Antonio Palma,  soggetto già coinvolto nella faida sanguinaria Muollo- Ridosso: per  lui condanna di 4 anni per la tentata estorsione iper G e per la detenzione di armi. Per questa tentata estorsione incassa l’assoluzione bis anche Nicola Patrone, difeso da Gennaro De Gennaro che assiste anche Elvira Improta, Pasquale Palma e Marcello Panariello, tutti nuovamente assolti dopo il primo grado. E prosciolto dalle accuse, come nel primo grado, anche Vincenzo Muollo alias ‘o lallone (difeso dall’avvocato Pasquale Morra). Conferma dei due anni di reclusione per Vincenzo Nappo. conosciuto come ‘o nonno (assistito da Massimo ed Emiliano Torre) e Francesco Berritto, difeso da Stefania Pierro, un anno e 8 mesi. Prossimo passaggio, dopo le motivazioni della sentenza emessa ieri, c’è la Cassazione dove ricorreranno  i condannati con pene elevate e (forse) il procuratore generale della Corte d’Appello che aveva chiesto pene severe per il gruppo di Matrone. Secondo gli inquirenti avrebbero chiesto tangenti a suon di bombe e proiettili. Tre i tentativi di estorsione avvenuti tra i mesi di agosto e dicembre 2018 ai danni di un imprenditore dell’area scafatese, contestati agli imputati che facendo riferimento all’appartenenza al clan Matrone di Scafati-scrive Metropolis-, chiedevano ai commercianti di pagare il pizzo. Tra i vari attentati c’è quello nei confronti dell’insegna dei Roxe Legend Bar di via Melchiade di proprietà della famiglia Buonocore. Un altro davanti al centro scommesse di via Martiri d’Ungheria “Fly Play”. E ancora, colpi di pistola calibro 7,65 nei confronti del bar La Dolce Vita di Giuseppina Generali, moglie di Dario Spinelli (ora pentito) per finire ad agosto 2017 quando finirono nel mirino la pescheria Acqua e Sale di via Montegrappa e il negozio di parruccheria Nico Style di Nicola Tamburo.

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