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Bilanci Comune di Salerno, Celano (Forza Italia) scrive alla Procura della Corte dei Conti Attualità 

Bilanci Comune di Salerno, Celano (Forza Italia) scrive alla Procura della Corte dei Conti

Roberto Celano capogruppo di FI presso il Comune di Salerno, sottopone all’attenzione del Procuratore della Corte dei Conti i Bilanci Consuntivo 2020 e Preventivo 2021,

 

PREMESSO:

 

  • Che la delibera concernente i detti Bilanci è stata assunta dal Consiglio Comunale in data 14/09/2021, con notevole ritardo rispetto alla scadenza di Legge e in presenza di formale diffida inoltrata dal Prefetto in data 08/09/2021;
  • Che i documenti avevano ricevuto l’approvazione della Giunta nella riunione del 11/08/2021 ;
  • Che i suddetti documenti con relativi allegati presentavano evidenti approssimazioni, assenza di prospetti esplicativi e carenza di informazioni di dettaglio;
  • Che in sede di delibera di C.C. (in data 14,09,2021) è stato riformulato il prospetto dei Residui Passivi del Bilancio Consuntivo per la asserita presenza di una errata quantificazione dei valori di sintesi, pur nella dichiarata invarianza delle voci di dettaglio;
  • Che, invero, i nuovi valori appaiono assolutamente non coerenti con le risultanze contabili evidenziate dai singoli Titoli del Bilancio;
  • Che il totale dei Residui Passivi originariamente indicato e apparentemente impropriamente rettificato, avrebbe elevato a dismisura il Disavanzo di Amministrazione, ponendo il Bilancio in condizione di possibile, sostanziale, dissesto;
  • Che in ogni caso, i vari prospetti esaminati riportano in taluni casi, incredibilmente, dati difformi per le medesime voci di bilancio, lasciando intendere approssimazione e rendendo dubitabile la veridicità dei risultati riportati;

 

RAPPRESENTA QUANTO DI SEGUITO CON RIFERIMENTO ALLE PRINCIPALI ANOMALIE PRESENTI:

 

  1. Fondo di cassa e Residui Passivi al 31/12/2020
  • Stesura originaria

Nella Relazione al Consuntivo approvata in Giunta, l’Ente dichiara Entrate per € 537.063.220,81 e spese per € 398.368.182,06. Il Fondo di Cassa è quantificato in € 138.695.038,75 (all. 1, pagg. 9-10),. La Relazione dei Revisori (all. 2, pag. 10) conferma l’importo delle Entrate, ma riporta Spese per € 537.159.472,80 (All.2, somma titoli di spesa evidenziati). Il saldo di cassa, considerata la consistenza iniziale, diventa quindi pari a € 150.477,52. Da una lettura approfondita, sembra che la divergenza sia da attribuire ad una operazione di circa 130milioni che i Revisori hanno inserito nel Titolo 7 delle Spese, ‘Servizi c/terzi e partite di giro’ (all. 2, pag. 10), mentre non compare  nella voce “pagamenti competenza +  residui” del   prospetto finale di gestione dell’Ente (all. 3, pag. 17) ed è stata compresa tra i Residui Passivi per Titoli di Spesa (all. 4, pagg. 12-13). Secondo i Revisori, quindi, l’Ente avrebbe pagato omettendone la contabilizzazione.

In conseguenza, i Residui Passivi dichiarati dall’Ente ammontano a € 342.531.268,27 (all. 5, pag. 35). Nel calcolo del Risultato di Amministrazione, tuttavia, l’Ente ha riportato per i residui passivi l’importo di € 203.739.977,53 (all. 6, pag.36), non rinvenibile in alcun prospetto della Relazione ed ha, conseguentemente, quantificato: a) il Risultato di Amministrazione in € 221.686.731,86 (All. 6 pag.36); b) il Disavanzo in € -201.893.510,41; c) il Disavanzo da ripianare in € -17.216.199,27 (all. 7, pag. 38). Al contrario, considerando il valore del prospetto di sintesi, si hanno le seguenti differenti quantità: a) il Risultato di Amministrazione pari a € 82.895.441,12; b) il Disavanzo pari a € -340.684.801,15; c) il Disavanzo da Ripianare pari a € -156.007.490,01 (all. 8, quadro di riepilogo). Un valore dirompente per gli equilibri finanziari.

Nella Relazione dei Revisori, i Residui Passivi sono quantificati in € 203.739.977,53 (all. 9, pag. 19) ma non è presente, salvo errore, alcun prospetto di dettaglio.

  • Stesura rettificata

Con la delibera di Consiglio del 14/09/2021, sono stati rettificati, nella modificata relazione sulla gestione, i Residui Passivi del Titolo IV e del Titolo VII, ridefinendo il totale in € 203.739.977,53 (all. 10, pag. 35 nuova Relazione) ed eliminando, in tal modo, la precedente discrasia /all.5). I Residui del Titolo 4 – Rimborso Prestiti – sono pari a ‘zero’, ex € 8.095.071,17, e quelli del Titolo 9 – Spese c/terzi e Partite di giro – a € 14.828.917,98, ex € 145.525.137,55 (all. 11, proposta di delibera al C.C.).

Tali rettifiche non trovano, tuttavia, riscontro negli altri prospetti della variata relazione sulla gestione, laddove non si evincono maggiori pagamenti a giustificazione della riduzione dei residui passivi. La modifica introdotta, infatti, avrebbe dovuto conseguentemente determinare la rettifica di altri dati contabili rimasti, invero, invariati.

Sono rimaste, infatti, confermate le entità: a) delle Entrate, di € 537.063.220,81; b) delle spese, di € 398.368.182,06; c) del Fondo di Cassa, di € 138.695.038,75; d) del prospetto finale di gestione; e) dei Residui Passivi per Titoli di Spesa (all. 12, pagg. 9-10-17-12-13 nuova Relazione).

In sostanza, il prospetto sintetico dei Residui Passivi risulta ora scollegato dai dettagli contabili, non recependone le movimentazioni e diviene, di fatto, un ‘corpo estraneo’ alle risultanze di periodo.

 

  1. Residui Attivi al 31/12/2020. L’importo dichiarato dall’Amministrazione (all. 13, pag. 34) ammonta alla cifra astronomica di € 464.991.287,93 con partite risalenti fino al 1989 (all. 14, pag. 32 elenco). Sovviene il dubbio che possano considerarsi crediti ‘vivi’ e non meri valori contabili, utili solo ai fini del Risultato di Amministrazione.

In dettaglio:

  • Fino al Dicembre 2010, i crediti sono pari a € 68.323.239,38 di cui: € 40.093.089,38 per causali proprie (cioè: € 13.786.003,89 per Tari/Tosap/ICI/affissioni, etc.; € 25.814.811,95 per multe stradali/sanzioni, € 492.273,54 per fitti vari); € 28.065.786,32 per mutui/contributi e € 164.363,68 per causali varie. L’azzeramento delle cartelle fino a € 5.000 deciso dal Governo, purtroppo, potrebbe cancellare in massima parte i circa 40milioni delle entrate proprie. E’ quanto, del resto, già avvenuto nel 2018 quando, con l’azzeramento di quelle fino a 1.000 euro, sono stati eliminati crediti per € 44.079.084,60 che saranno ripianati con rate annuali di € 2.938.305,02 per i successivi 15 anni (all. 15, pag. 41 Relazione Preventivo). Resta anche difficile comprendere quale sia il valore dei circa 28milioni tra mutui e contributi poiché, a distanza di 15/20 anni, sembra inverosimile siano ancora ‘vivi’. Tra essi: anno 1989 – mutuo impianti sportivi € 2.100.830,60; 1992 – mutuo € 46.255,17; 1993 – contributo Min. Giustizia € 750.985,22; 1997 – contributo Metropolitana € 3.527.066,50; 2007 – contratto quartiere Fratte € 4.110.001,61, mutuo rete fognaria € 2.096.898,00, mutuo ripascimento € 3.000.000,00; 2009 – mutuo cantieristica nautica € 1.726.300,42, mutuo fiume Picentino € 9.298.070,40; 2010 – mutuo piazza Libertà € 1.940.035.12. Nelle causali varie, ci sono due depositi cauzionali 2009 per piazza della Libertà di € 124.653,43 e due anticipi del 1999 e del 2000 ad un ex dirigente per € 39.710,25. Non dovevano essere recuperati?
  • Dal Gennaio 2011 al Dicembre 2020, ci sono Residui per € 396.668.048,55 di cui € 226.860.660,84 relativi a voci proprie (cioè: € 156.438.603,54 per Tari, etc.; € 30.659.521,03 per multe stradali/sanzioni; € 39.762.536,27 per fitti/utili/cessioni). I mutui/contributi sommano per € 147.329.191,92 e le causali varie per € 22.478.195,79. Alcune partite sono davvero incredibili. Ci sono i proventi del campo fotovoltaico di Eboli, anni 2019-2020, per € 26.256.721,51 che, se incassati, potrebbero risolvere diversi problemi. Ed ancora, utili da partecipate, dal 2017, per € 4.954.050,64; contributi ‘premio Charlot’, anni 2018-2019-2020, per € 780.000,00, ‘Io Parlo Italiano’, 2015/2017, per € 213.736,00 e ‘Mamme in Rete’ 2016 per € 32.000,00. Ci sono anche il compenso dovuto dalla Banca tesoriera, anni 2017-2018, per € 60.000,00, il mutuo 2018 di € 272.573,33 per la pista del Vestuti, che aspetta ancora, e finanche il mutuo 2019 di € 147.500,00 per le alberature. A tal proposito appare  stupefacente che si accendano mutui per finanziare l’acquisto di arbusti. Si rinvengono, infine, crediti per due cessioni di beni nel 2020 per € 6.955.125,00 e la rata di € 30.000,00 per una terza vendita.  Numerosissime, invero, sarebbero le voci di credito che meriterebbero approfondimento.

 

  1. Oneri straordinari al 31/12/2020. L’importo di € 81.045.480,78 non trova spiegazione in entrambe le Relazioni. Epperò, mentre l’Ente scrive (all. 16, 50) che potrebbe trattarsi di: “arretrati del personale, rimborsi di imposte a terzi, trasferimenti in c/capitale a terzi, rimborsi in c/capitale a terzi“, i Revisori precisano che “si riferiscono ai maggiori/minori residui atti (nota: forse, attivi) e passivi” (all. 17, pag. 39). Trattandosi di 81milioni e considerato che questa voce ha contribuito al negativo risultato economico di € -71milioni, sarebbe stato necessario chiarirne l’origine. In ogni caso, l’aver interessato il conto economico dimostra che la registrazione costituisce, pure se in parte, lo storno di precedenti somme portate ‘in positivo’ ad incremento dei risultati di esercizio, anche di anni precedenti. Sulla possibile natura di Residui, sostenuta dai Revisori, c’è da dire che effettivamente, tra quelli Attivi, sono presenti rettifiche di periodo. ma solo per il minore importo di € -69.810.760,95. Si evidenzia che l’art. 40 del DPR 97/2003 (Contabilità degli Enti Locali) dispone, al punto 3, che i Residui Attivi sono cancellabili “…dopo che siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione” e, al punto 4, che “le variazioni dei residui attivi…e l’inesigibilità dei crediti devono formare oggetto di apposita e motivata deliberazione dell’organo di vertice, sentito il collegio dei revisori dei conti che in proposito manifesta il proprio parere”.  Non sembra ci sia traccia di questo. Salvo ogni errore.

Comunque sia, la registrazione ha certamente sviluppato conseguenze sulle disponibilità dell’Ente, perché gli 81milioni sono stati o pagati o assorbiti, magari ricorrendo a nuovi debiti. Forse, è questo il motivo della crescita a € 470.134.571,07 (ex 369milioni) di quelli finanziari (all. 18, pagg. 61-62 Relazione) tra i complessivi € 646.875.430,29 (ex 532milioni).

 

  1. Fondi Accantonati nel Consuntivo 2020 e ripresi nel Preventivo 2021. Nel Consuntivo (all. 19, pag. 37) vengono dettagliati Fondi al 31/12 per € 418.787.339,47 che trovano conferma nella Relazione dei Revisori (all. 20, pag. 15). All’opposto, i valori di apertura al 01/01/2021 sono di € 431.069.064,02 per l’Ente (all. 21, pag. 39), ma la somma delle singole voci fa 431.070.064,02), e di € 418.244.784,40 per i Revisori (all. 22, pag. 31). In dettaglio, fermo il Fondo Anticipo Liquidità di € 206.120.056,81, variano il Fondo Contenzioso (Comune 7.280.817,11 – Revisori 7.243.728,82), il Fondo Dubbia Esigibilità (Comune 216.482.234,95 – Revisori 204.200.510,40), il Fondo Perdite Partecipate (Comune 550.000 – Revisori 300.000), il Fondo Rinnovo Contratti (Comune 600.000 – Revisori 350.000), il Fondo Fine Mandato Sindaco (Comune 36.955,15 – Revisori 30.488,37). Come possono giustificarsi divergenze cosi eclatanti?

 

  1. Patrimonio Netto. Nel 2019, senza il covid, il Patrimonio è sceso di 93milioni. Nel 2020, con il Covid, di 68milioni. Cioè, in due anni, i cittadini hanno perso 161 milioni per la diminuzione del Patrimonio da 566milioni a 405 (all. 23, Bilancio).

 

SOTTOPONE, PER QUANTO RAPPRESENTATO, LA FUORVIANTE DICHIARAZIONE CONTENUTA NELLA DELIBERA DI BILANCIO IN ORDINE ALLA PRESENZA DI UN MERO ERRORE MATERIALE NELLA QUANTIFICAZIONE DEI RESIDUI PASSIVI CHE, INVERO, NON E’ SUPPORTATA DALLA VARIAZIONE CONSEGUENTE DEI DATI CONTABILI COLLEGATI;

 

ESPRIME, A NOME DELLA INTERA COMUNITA’:

 

  • LA PROPRIA SORPRESA PER LE MODALITA’ APPROSSIMATIVE DI REDAZIONE DEI BILANCI DELL’ENTE;

 

  • LA PROPRIA PREOCCUPAZIONE IN MERITO ALLA EFFETTIVA PRESENZA DEI NECESSARI EQUILIBRI FINANZIARI DI BILANCIO;

 

  • LA PROPRIA INDIGNAZIONE PER LA CARENTE ATTIVITA’ DI RECUPERO DEI RESIDUI ATTIVI IL CUI INCASSO POTREBBE CONSENTIRE UN SIGNIFICATIVO MIGLIORAMENTO DELLA LIQUIDITA’ E DEI SERVIZI AI CITTADINI;

 

  • IL PROPRIO SDEGNO PER LA DECISIONE ASSUNTA DI PROCEDERE ALLA ALIENAZIONE DI BENI DEL PATRIMONIO PUBBLICO CHE RIVESTONO PARTICOLARE IMPORTANZA PER LA COMUNITA’ E CHE MERITEREBBERO DI ESSERE CONSIDERATI NELL’AMBITO DI UN PROGETTO COMPLESSIVO DI SVILUPPO DELL’AREA COSTIERA, CON PROCEDURA D’ASTA IN DATA 30 DICEMBRE 2021, AL FINE DI ACQUISIRE NUOVE DISPONIBILITA’ FINANZIARIE.

A tale riguardo, appare inaccettabile che siano messi in vendita i terreni limitrofi all’unica struttura sportiva utilizzabile dai giovani e le aree di tre stabilimenti balneari trasferiti dal Demanio alcuni mesi addietro su richiesta della stessa Amministrazione. Si tratta, in prevalenza, di aree su un tratto di spiaggia già sottoposto a ripascimento prima degli altri (chissà perché) e benché intermedio ad essi.

Non si comprende, invero, l’utilità di un sacrificio che consentirebbe introiti non idonei a fronteggiare debiti stratosferici ormai prossimi ai 700milioni di euro.

 

Il sottoscritto sottopone quanto innanzi all’attenzione del Procuratore con preghiera di esame urgente  per l’accertamento della veridicità dei risultati di Bilancio.

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