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“Arte” appassiona Salerno, successo per il gruppo “Le Ombre” Turismo ed Eventi 

“Arte” appassiona Salerno, successo per il gruppo “Le Ombre”

Ricordate quando, ai tempi del lockdown, delle zone rosse e delle restrizioni, si invocava da più parti la riapertura del teatro rimarcando quanto l’arte potesse contribuire in modo determinante alla rinascita di un Paese fortemente colpito dalla pandemia e che doveva riscoprire i valori più importanti? Un’iniziativa come quella di ieri conferma che avevamo ragione.

Presso il Piccolo Teatro del Giullare di Salerno, nell’ambito della rassegna teatrale denominata “NEO”, si è esibito il gruppo “Le Ombre” che ha messo in scena l’opera intitolata “Arte”. La commedia, definita manifesto contemporaneo di incomunicabilità, ha saputo coinvolgere ed emozionare i tantissimi spettatori presenti non solo per alcune gag esilaranti, ma anche per una serie di spunti di riflessione che, al termine della kermesse, hanno animato il dibattito e stimolato la curiosità.

Standing ovation per Alfredo Cartone, Antonio Coppola e Mauro Collina, tre giovani attori che si sono egregiamente disimpegnati dando lustro alla città di Salerno con interpretazioni magistrali, frutto di uno studio costante e dei tanti sacrifici fatti nell’intenso percorso di crescita.

“Ho molto apprezzato la loro esibizione” ha detto Alfonso Natale, docente di lettere, latino e greco a Buccino “sono fortemente convinto che iniziative del genere meritino il sostegno della cittadinanza e massima visibilità da parte dei media. Mi ha fatto piacere vedere in sala famiglie e ragazzi,  il teatro sa essere luogo d’aggregazione in cui accrescere il proprio bagaglio culturale in un clima gioioso e sereno. Quello di cui abbiamo tutti davvero bisogno specialmente in un’epoca così complessa”.

Arte è una commedia completa, laddove si alternano momenti di divertimento e ilarità ad altri di profonda riflessione in cui emergono le debolezze dell’essere umano. Una divergenza su una tela interamente bianca dà il via ad una serie di alterchi d’ogni genere tra tre amici di vecchia data che si scatenano in un confronto ricco di tensioni, ma anche di esilaranti scambi di battute. Questo quanto si legge sul sito ufficiale: “Quando guardi a lungo nell’abisso, anche l’abisso ti guarda dentro”.

Un quadro apparentemente bianco ci mostra, come lo specchio, tutta la vicenda. Grazie ad esso, con esso e attraverso esso, esplode la vicenda con le contraddizioni dei personaggi, i quali cercano nei loro compagni quelle certezze che la vita non riesce più a dare, ma si ritrovano a guardare loro stessi in un dipinto. Una commedia nera si stampa su una tela bianca e l’incendio divampato, illumina un salotto; tra quelle fiamme scorgiamo i personaggi, le loro ansie, le loro paure”. Detto dell’eccellente interpretazione degli artisti, ci piace rimarcare il clima creato dal pubblico in sala. Lo spettatore, assorbito da una vicenda strutturata alla perfezione, si è sentito un vero e proprio protagonista e ha accompagnato le gesta degli attori con calore e partecipazione.

La standing ovation spontanea non appena è calato il sipario è stata la logica conseguenza, attimi di emozione pura che ripagano il cast del duro lavoro svolto nelle prove quotidiane. In quel momento ha preso parola Giovanni D’Amato, il regista: “Mi preme ringraziare tutti coloro che sono intervenuti. Noi lavoriamo alacremente per regalare emozioni e offrire spettacoli di livello assoluto, ma senza l’aiuto del pubblico ogni sacrificio sarebbe vano. A breve ci saranno altre rappresentazioni teatrali e il vostro passaparola può consentire ad una realtà piccola, ma con idee ben chiare, di crescere ulteriormente. Un plauso agli attori che si sono distinti per bravura e professionalità”.

Ringraziamento anche alla factotum Chiara D’Amato e a Maria Pia Corrado, componente fondamentale dello staff che, pochi giorni prima, presso il teatro “Partenio” di Avellino ha toccato un argomento delicato come la violenza di genere attraverso l’opera “Negli occhi di Eva”. Ulteriore conferma del ruolo sociale del teatro, luogo di aggregazione e di scambio di pensiero da sempre simbolo di cultura, sacrificio ed evoluzione.

Chiudiamo con un duplice appello. Anzitutto ai giovani, con la speranza si distacchino dai social e da questa ingannevole – e spesso pericolosa – realtà virtuale riscoprendo il piacere di emozionarsi in una sala gremita a cospetto di artisti di livello. La seconda ai media locali, affinché possano garantire visibilità, appoggio e sostegno incondizionato a giovani ricchi di talento e a gruppi di lavoro che portano in giro con orgoglio e competenza il nome della nostra città. Appuntamento al prossimo spettacolo!

 

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