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Accadde oggi: il 26 settembre del 1973 l’Italia e il cinema mondiale dice addio ad Anna Magnani Attualità 

Accadde oggi: il 26 settembre del 1973 l’Italia e il cinema mondiale dice addio ad Anna Magnani

Accadde oggi: era il 26 settembre del 1973, 47 anni fa, quando muore a Roma all’età di 65 anni, Anna Magnani, grande interprete di “Roma città aperta” e “La rosa tatuata”, che le valse nel 1956 il premio Oscar come migliore attrice protagonista. Nata a Roma il 7 marzo del 1908, fu considerata una delle migliori attrici italiane, una delle figure storiche della romanità cinematografica, al pari di Alberto Sordi e Aldo Fabrizi. Oltre all’Oscar per “La rosa tatuata” (prima donna italiana ad aggiudicarselo), vinse anche due David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e molti altri ambiti premi.
Antidiva per eccellenza, emblematica la sua ultima interpretazione, un cameo nel film “Roma” di Federico Fellini, in cui il regista segue con la cinepresa l’attrice, alla quale chiede con aria sorniona se si sente davvero un simbolo della città eterna. Lei chiudendo il portone di casa gli dice: “A Federì, va a dormi’ va’!”. Anna muore il 26 settembre 1973 dopo una lunga malattia, con il figlio Luca e l’amico Roberto Rossellini che le sono stati accanto fino alla fine. I suoi funerali furono una immensa manifestazione di affetto del popolo italiano e di Roma in particolare, una manifestazione che lei, con la sua indole riservata, avrebbe definito “esagerata”. Le sue spoglie riposano nel cimitero di San Felice Circeo, ma il suo ricordo rimarrà vivo in tutti quelli che l’hanno apprezzata.

Figlia di una ragazza madre- scrive 9 colonne-, una sarta, che dopo la sua nascita si trasferisce ad Alessandria d’Egitto, viene allevata dalla nonna e dalle cinque zie. Nel 1927 l’iscrizione alla scuola di recitazione Eleonora Duse, la futura Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e la conoscenza con Paolo Stoppa, con il quale sale sulla ribalta dell’avanspettacolo, dove lavora al fianco anche di Aldo Fabrizi e Totò. Nel 1934 si cimenta nella rivista, in una fortunata serie di spettacoli con Totò. Nel 1941, con “Teresa venerdì” di Vittorio De Sica, la sua prima grande prova di attrice che le apre le porte del grande cinema italiano: da “Roma città aperta” di Roberto Rossellini a “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa a“Bellissima” di Luchino Visconti. Quindi, nel 1956, l’Oscar, il primo ad una attrice italiana, per “La rosa tatuata” di Daniel Mann. Nel 1962 la grande interpretazione per Pier Paolo Pasolini in “Mamma Roma”. La sua ultima volta sul grande schermo sarà per Federico Fellini e sarà una sorta di consacrazione in vita; nel 1972 il cineasta la chiama per “Roma” per un cameo nel quale l’attrice interpreta se stessa.

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