Santa Marina, lottizzazione abusiva “mista”: sequestrati beni per 600 mila euro
Nuovo sequestro nell’inchiesta sul cemento illegale nel Cilento. Guardia di Finanza e Carabinieri hanno eseguito un provvedimento da circa 600 mila euro nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Lagonegro (Potenza) su una lottizzazione abusiva, definita “mista”, a Santa Marina, in provincia di Salerno. Il sequestro è stato disposto dal gip del tribunale lucano.
Chi sono gli indagati
Tra le persone coinvolte nell’inchiesta ci sono lottizzatori, progettisti e direttori dei lavori, acquirenti e venditori degli immobili. Sono indagati anche i responsabili pro-tempore dell’Ufficio tecnico comunale, cioè i funzionari preposti al rilascio dei titoli edilizi.
Il sequestro del 19 ottobre: due fabbricati e sette unità abitative
Il provvedimento è stato eseguito il 19 ottobre scorso, come spiegato in una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Lagonegro, Giuseppe Cacciapuoti. A operare sono state la Sezione di Polizia giudiziaria della Procura (aliquote Guardia di Finanza e Carabinieri), insieme al personale della Stazione Carabinieri di Vibonati e del Reparto Carabinieri Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano di Vallo della Lucania.
Sotto sequestro sono finiti due fabbricati con sette unità abitative, situati in località Isca dei Macelli, nella frazione di Policastro Bussentino, nel Comune di Santa Marina.
Le accuse: corruzione, concussione e lottizzazione abusiva
Il provvedimento nasce da un procedimento penale a carico del sindaco pro-tempore di Santa Marina, dei responsabili dell’Ufficio tecnico e di alcuni imprenditori. Le ipotesi di reato sono corruzione, concussione e lottizzazione abusiva.
Secondo l’accusa, gli illeciti si sarebbero concretizzati anche attraverso il conferimento di un incarico peritale. L’obiettivo era individuare le aree agricole del Comune che avrebbero perso il carattere della ruralità, in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.
Un’area agricola di 8.100 metri quadrati trasformata
Le indagini hanno accertato una sistematica operazione di trasformazione speculativa di un’area di circa 8.100 metri quadrati. Il terreno è classificato come “zona agricola E” dal Piano regolatore generale ed era originariamente inedificato.
Il precedente: sequestro da 1,5 milioni di euro a giugno
Non è il primo intervento nella stessa zona. Il 5 giugno scorso, nell’ambito della medesima indagine, erano stati sequestrati sei fabbricati in corso di costruzione, per oltre 15 unità abitative. L’area interessata, agricola, si estende per circa 24.276 metri quadrati e il valore dei beni era di circa 1,5 milioni di euro.





