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Apadula (Cgil) replica a Celano: “Sostenere gli studenti non significa finanziare la violenza” Attualità zonarcs 

Apadula (Cgil) replica a Celano: “Sostenere gli studenti non significa finanziare la violenza”



È grave, offensivo e profondamente irresponsabile che un rappresentante delle istituzioni arrivi, attraverso un commento pubblicato sui social, ad accostare il nome della CGIL a persone che scendono in piazza per compiere atti di violenza e distruzione».

Antonio Apadula, segretario generale della CGIL di Salerno, risponde duramente alle dichiarazioni pubblicate su Facebook dal consigliere regionale di Forza Italia Roberto Celano, che ha accostato il sostegno economico della CGIL alle organizzazioni studentesche alle azioni di chi scende in piazza per distruggere anziché manifestare.

«La CGIL non ha nulla da nascondere e nulla da smentire rispetto al sostegno economico alle organizzazioni studentesche. È una scelta legittima, trasparente, documentata nei nostri bilanci e rivendicata pubblicamente anche dal segretario generale Maurizio Landini. Sostenere gli studenti significa investire nella partecipazione democratica, nella libertà di organizzazione, nel diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso. Ben altra cosa è finanziare la violenza, i disordini o gli atti di vandalismo.

La CGIL sostiene le organizzazioni studentesche, non chi commette violenze. Chi lascia intendere il contrario si assume la responsabilità di un’insinuazione gravissima, che non può essere giustificata dall’ambiguità di un post sui social».

Apadula richiama la manifestazione nazionale “La Via Maestra” tenutasi a Roma sabato 17 ottobre che, promossa dalla CGIL, ha coinvolto centinaia di associazioni e migliaia di cittadine e cittadini.

«Centomila persone in piazza. Centomila persone che hanno manifestato per il lavoro, la pace, i salari, la sanità pubblica e la difesa della Costituzione. Una straordinaria dimostrazione di partecipazione democratica, senza devastazioni né episodi di violenza riconducibili al nostro corteo. Questa è la CGIL, questa è la nostra storia, questo è il nostro modo di manifestare.

Chi ricopre un incarico istituzionale ha una responsabilità precisa e non può nemmeno lontanamente pensare che i social network siano una zona franca nella quale si possa insinuare qualsiasi cosa, confidando nell’ambiguità di una frase.

La CGIL continuerà a sostenere i giovani, la libertà di manifestazione e il diritto al dissenso. Non accetteremo che questa scelta venga strumentalmente associata alla violenza. Le parole hanno un peso, le insinuazioni producono conseguenze e chi le pronuncia, o le scrive, deve assumersene fino in fondo la responsabilità»-, conclude Apadula.

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