Fonderie Pisano, il Ministero striglia la Regione sull’Autorizzazione integrata ambientale e convoca l’assessore Pecoraro
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) interviene nella complessa vertenza delle Fonderie Pisano di Salerno, mettendo sotto esame le decisioni della Regione Campania per garantire un futuro ai circa 160 operai degli stabilimenti di Fratte e di Luogosano (Avellino). Dal Ministero è partita una nuova convocazione ufficiale per lunedì 21 ottobre, un incontro cruciale per scongiurare i licenziamenti collettivi annunciati dall’azienda in vista della scadenza degli ammortizzatori sociali, fissata al 31 ottobre. Lo scrive oggi la Città. I tecnici romani vogliono fare chiarezza sulle motivazioni normative che hanno spinto gli uffici regionali a “congelare” la Conferenza dei servizi per la concessione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), vincolando ogni decisione alla Valutazione d’impatto ambientale. Su questo punto, la proprietà ha già presentato un ricorso al Tar.
Il Mimit ha richiesto esplicitamente la presenza dell’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, assente al precedente vertice di Roma (dove per la Regione ha partecipato solo l’assessore alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola). L’obiettivo è superare lo stallo valutando il nuovo progetto green visionato dal Ministero e individuando strumenti di cassa integrazione straordinaria.
La tensione tra i lavoratori è altissima e le organizzazioni sindacali chiedono risposte definitive. In una nota congiunta, Loris Scarpa (Fiom-Cgil nazionale), Mauro Cristiani (Fiom-Cgil Campania), Francesca D’Elia (Fiom-Cgil Salerno) e Giuseppe Morsa (Fiom-Cgil Avellino/Benevento) definiscono l’incontro del 21 ottobre come un “ultimo appello”.
- I lavoratori e le loro famiglie ripongono tutte le aspettative nel confronto al Mimit.
- La richiesta è di un vertice “faccia a faccia” capace di produrre una soluzione industriale e occupazionale concreta.
- Il monito delle tute blu: “Non accetteremo soluzioni che prevedano licenziamenti o forme di abbandono dei lavoratori”.
Sulla stessa linea Raffaele Paudice, segretario confederale della Cgil Napoli e Campania: “I lavoratori non possono essere ostaggio di un contenzioso amministrativo e giudiziario tra azienda e istituzioni. Su di loro si scarica il peso di scelte mai assunte e di un conflitto tra ambiente e lavoro che si doveva evitare”.
Mentre la battaglia legale va avanti, l’amministratore delegato Ciro Pisano rilancia la volontà di tornare in attività: “Abbiamo a cuore i nostri lavoratori e la nostra azienda. Abbiamo un progetto green di riconversione e un forno elettrico pronto per entrare in funzione, in grado di ridurre significativamente l’impatto ambientale. La Regione ci permetta di ripartire in tempi rapidi”.
Intanto, sul fronte politico salernitano si registra l’intervento della consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Ersilia Trotta, che ha presentato un’interrogazione al sindaco Vincenzo De Luca. L’esponente di FdI chiede che l’amministrazione comunale esprima vicinanza ai lavoratori e non subisca passivamente la vicenda, impegnandosi a “rappresentare formalmente la città di Salerno in tutti i tavoli istituzionali, politici e ministeriali”.





