Fonderie Pisano, l’ultima parola al Tar per la riapertura dello stabilimento e scongiurare 100 licenziamenti
Le Fonderie Pisano ricorrono al Tar contro la chiusura dello stabilimento di Fratte a Salerno e scongiurare il licenziamento collettivo di circa cento dipendenti, per i quali a fine ottobre scadono gli ammortizzatori sociali con iter di licenziamento avviati ieri. La decisione è stata annunciata dalla proprietà al termine dell’incontro svoltosi nella sede di Confindustria Salerno. L’obiettivo del ricorso è ottenere la convocazione urgente di una conferenza di servizi che valuti la ripartenza dell’attività attraverso il forno elettrico già installato e autorizzato all’esercizio. La scelta arriva dopo la sospensione, da parte della Regione Campania, del procedimento di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, in attesa della documentazione sulle valutazioni di impatto e incidenza ambientale. L’azienda sostiene di essere al lavoro per integrare gli atti, ma teme che l’iter possa allungarsi da sei a nove mesi. “Possiamo riprendere immediatamente la produzione e non comprendiamo perché questa possibilità ci venga negata”, afferma l’amministratore delegato Ciro Pisano. “Anche se inizialmente la produzione sarà ridotta, in questa fase la cosa più importante è ripartire: un’azienda ferma perde commesse e opportunità di sviluppo”. La vertenza approderà mercoledì 14 ottobre al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove la proprietà chiederà ulteriori sostegni per evitare i licenziamenti.





