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Fonderie Pisano, al via l’iter per 100 licenziamenti. Confindustria: Gravissimo danno per il territorio Attualità Primo piano zonarcs 

Fonderie Pisano, al via l’iter per 100 licenziamenti. Confindustria: Gravissimo danno per il territorio



Tutti i 100 operai delle Fonderie Pisano a Salerno, nello storico stabilimento di Fratte, saranno licenziati. La conferma del drammatico epilogo è arrivata durante un incontro in Confindustria richiesto dalla segreteria provinciale della Fiom Cgil. Dopo il 31 ottobre, infatti, non ci saranno più ammortizzatori sociali disponibili, rendendo inevitabile la procedura di licenziamento collettivo.

Nonostante la chiusura e il licenziamento delle maestranze, la proprietà andrà avanti su due fronti: il ricorso al Tar contro il provvedimento regionale (che antepone la Valutazione di impatto ambientale all’Aia) per tentare di riaprire i tre forni elettrici a Fratte, e la trattativa al Mimit per la delocalizzazione. L’amministratore delegato, Ciro Pisano, insieme ai suoi consulenti, ha puntato duramente il dito contro il governo regionale, accusandolo di non voler sostenere la riapertura.

«Abbiamo cercato in vari modi di trovare un equilibrio con le istituzioni, ci siamo offerti di fare tutti gli investimenti», ha spiegato la proprietà. «Serve che ci sia la volontà, anche da parte della politica, di assecondarci. Se questa volontà non c’è, non abbiamo alternative alla chiusura. È la politica che ci sta portando giù». Il vicepresidente di Confindustria e advisor strategico dell’azienda, Dino Giordano, ha evidenziato il grave danno economico per il territorio, ricordando che l’impresa opera da 150 anni. Giordano ha sottolineato il paradosso di avere «aree industriali completamente abbandonate» senza trovare un sito per insediare le Fonderie.

La vertenza viaggia ora su un doppio binario:

  • I tavoli regionali, dove l’azienda lamenta l’assenza di dialogo per trovare soluzioni.
  • Il tavolo ministeriale (Mimit), dove mercoledì prossimo si discuterà del progetto green e della delocalizzazione, che godrebbe del sostegno pubblico di Invitalia.

Francesca D’Elia, segretaria della Fiom Cgil, ha ribadito la determinazione del sindacato a sostenere i lavoratori: «Questo epilogo porta la firma dell’azienda ma anche di tanti soggetti coinvolti in questa vertenza, non solo istituzionali. Chiederemo loro di farsi carico di un momento drammatico che mette i lavoratori davanti al baratro del licenziamento senza appello».

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