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Ripascimento, scontro: Consorzio Infratech porta il Comune di Salerno alla Corte dei Conti Attualità Primo piano zonarcs 

Ripascimento, scontro: Consorzio Infratech porta il Comune di Salerno alla Corte dei Conti



E’ scontro  tra  Consorzio InfratechComune di Salerno sull’appalto del ripascimento a Salerno. L’impresa incaricata dei lavori sul litorale tra Pastena e Torrione  ha inviato una durissima nota di risposta al Comune, respingendo le contestazioni dell’Ente e minacciando di trasmettere l’intero carteggio alla Procura della Corte dei Conti per far luce sulla gestione amministrativa ed erariale del cantiere. Lo riporta la Città.

 

Il procedimento per la rescissione del contratto (attualmente non ancora concluso) è partito lo scorso 5 giugno. In quella data, il direttore dei lavori, Maria Giordano, ha inviato a Infratech una formale contestazione degli addebiti basata su sei punti critici:

La replica del Consorzio, firmata dal procuratore speciale Luigi Di Donna lo scorso 30 giugno, mira a smontare punto su punto la narrazione del Comune. La rivelazione più pesante riguarda le autorizzazioni: l’impresa sostiene di essere stata costretta a operare in ambito demaniale nonostante il parere di non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (Via) fosse scaduto dal primo novembre 2024.

Sul fronte tecnico, Infratech difende la qualità della sabbia fornita. I problemi di “cementificazione” dell’arenile non dipenderebbero dal materiale, ma dal progetto iniziale che imponeva un massiccio strato di ghiaia sotto la sabbia (il cosiddetto “ripascimento rigido”).

L’appaltatore lancia poi un’accusa di “sviamento di potere”: secondo Infratech, una comunicazione interna dello scorso 17 aprile dimostrerebbe che la direzione dei lavori ha deliberatamente negato le sospensioni del cantiere per maltempo al solo scopo di accumulare ritardi fittizi e applicare le penali all’impresa.

A rendere la rottura quasi insanabile c’è la gestione economica dell’appalto. Di fronte alla minaccia di risoluzione del contratto, l’impresa ha diffidato il Comune dall’utilizzare il milione di euro previsto per la rimozione del materiale bocciato e ha annunciato di essere pronta a coinvolgere la magistratura contabile per denunciare un’«opaca gestione amministrativa ed erariale dell’appalto».

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