Incendi in costiera Amalfitana e nel Salernitano, il Codacons: scovate i responsabili, noi chiederemo i danni
Ettari di macchia mediterranea che hanno preso fuoco in Costiera Amalfitana, dove l’incendio scoppiato tra Amalfi, Agerola e Conca dei Marini era talmente imponente che era possibile vederlo perfino dal Lungomare di Napoli. Come se non bastasse, altri incendi a Pellezzano e Pizzolano nella valle dell’Irno. I vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno lavorato tutta la notte per cercare di domare le fiamme di cui non è chiara l’origine ma la pista dolosa al momento non può essere esclusa e bisognerà aspettare i
rilievi del caso quando il fuoco sarà domato. Diversi gli ettari di vegetazione mediterranea andati in fumo nell’incendio e diretta conseguenza a Positano c’è stata una frana che aveva richiesto la chiusura della 163 Amalfitana. Frana ovvia, dal momento che con la vegetazione in fumo, viene meno quella difesa del territorio che gli alberi fanno in maniera naturale e con l’arrivo delle piogge, magari violente, i terreni già in dissesto idrogeologico, senza più neppure le radici degli alberi, non riescono a trattenere il terreno e rendono gli smottamenti molto più probabili. Nel buio della sera le fiamme appaiono particolarmente alte e il loro bagliore, insieme alla densa
colonna di fumo illuminata dal fuoco, è visibile a grande distanza. Naturalmente, dopo un’estate con quasi 40° costanti e senza un alito di vento, ora a farla da padrone è il vento, che certamente favorisce la propagazione delle fiamme lungo versanti impervi e zone non
raggiungibili facilmente, che in breve tempo, divorano ettari di vegetazione, estendendosi spesso verso le abitazioni. Dunque si lavora senza tregua in Costiera Amalfitana e nella valle dell’Irno – afferma l’Avv. Matteo Marchetti, presidente del Codacons Campania – ma i nostri cuori sanguinano a vedere le immagini che provengono da quelle zone. Come si può accettare questo? Qual è il confine tra l’umanità e l’essere animale, violento, capace di tutto che purtroppo è nell’uomo? Come possiamo pensare che intanto che
le nostre terre bruciano, c’è qualcuno che sta godendo nel vedere queste stesse immagini che magari lui stesso ha provocato? Ecco – continua l’Avv. Marchetti – se dopo aver sedato le fiamme si dovesse scoprire che questo è avvenuto davvero, allora il Codacons si costituirà parte civile e tutti i cittadini che vorranno costituirsi parte civile col Codacons saranno rappresentati gratuitamente.
Ma non basta – – conclude l’Avv. Marchetti – è giunta l’ora della consapevolezza che denunciare i colpevoli non significa essere delatori, ma essere cittadini sani di un mondo civile ed anche chi ha sbagliato recuperi la sua umanità e denunci gli eventuali complici pubblicizzando il suo pentimento. Infine la magistratura persegua questi reati per disastro ambientale senza senza se e senza ma, con tutti i mezzi a sua disposizione.





