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Salerno, niente riapertura per le Fonderie Pisano: la conferenza dei servizi rinvia tutto al 26 settembre Attualità zonarcs 

Salerno, niente riapertura per le Fonderie Pisano: la conferenza dei servizi rinvia tutto al 26 settembre



La conferenza dei servizi sulla riapertura delle Fonderie Pisano si è chiusa senza una decisione definitiva. La riunione, convocata oggi nella sede salernitana della Regione Campania, ha rinviato al 26 settembre ogni valutazione sul futuro dello stabilimento di via dei Greci, a Fratte. Il rinvio è legato alla richiesta dell’Arpac, che ha chiesto alla proprietà ulteriori integrazioni sul progetto di dismissione di alcuni forni e di decarbonizzazione dell’impianto. Dal tavolo è però uscito un punto condiviso: l’azienda potrà utilizzare il forno elettrico già presente nello stabilimento e realizzare gli interventi necessari ad adeguare l’impianto alle normative sulle emissioni, a condizione che rispetti le prescrizioni indicate dagli enti. È la richiesta avanzata da Ciro Pisano, che punta a rimettere in funzione almeno quella parte della produzione. “La conferenza di servizi riattivata oggi – spiega l’assessora all’Ambiente della Regione Campania, Claudia Pecoraro – ha di fatto prodotto una serie di richieste di integrazione alla società rispetto al progetto ripresentato per adeguarsi alle Bat. L’azienda ha chiesto altri trenta giorni per produrre le proprie osservazioni e le risposte alle integrazioni; successivamente gli uffici valuteranno e solo dopo la conferenza di servizi verrà riconvocata. In ogni caso, le prescrizioni sono molto stringenti e molto importanti: resta ancora una parte consistente di Bat da rispettare. Altrimenti non avremmo avuto richieste di integrazione così corpose da parte dell’Arpac dell’Asl. Quest’ultima, in particolare, ha già espresso parere non conforme sul fronte della tutela della salute umana e degli abitanti della valle, soprattutto in relazione agli inquinanti e all’utilizzo della formaldeide”. Di altro avviso Ciro Pisano: “Diciamo che con questi nuovi forni, nonostante un impatto bassissimo, la conferenza ha chiesto ancora ulteriori prescrizioni e precisazioni: sono però cose estremamente fattibili, realizzabili con facilità. Mi permetto di fare un’osservazione, perché una cosa l’abbiamo notata: veniamo accusati, già in passato, di creare problemi al nostro territorio, ma non abbiamo mai superato i limiti delle emissioni, e oggi siamo praticamente a zero. Anche in passato abbiamo visto che, a fonderia ferma, le particelle di Pm risultavano superiori rispetto a quando la fonderia era in funzione: evidentemente esiste qualche altra causa inquinante, ma è facile dare la colpa alla fonderia”.


 

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