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Calo giovani a Salerno a provincia: persi quasi 39mila under 35, allarme per l’economia Attualità zonarcs 

Calo giovani a Salerno a provincia: persi quasi 39mila under 35, allarme per l’economia



L’invecchiamento della popolazione e il calo giovani a Salerno non sono più soltanto statistiche demografiche, ma rappresentano ormai una concreta emergenza economica. Secondo l’ultima elaborazione dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, negli ultimi dieci anni la provincia salernitana ha visto diminuire i giovani tra i 15 e i 34 anni di ben 38.700 unità. Lo scrive la Città.

 La fascia under 35 è passata da 265.829 a 227.183 residenti, segnando una flessione del 14,5%. Un crollo ben superiore alla media nazionale, ferma al -4,3%, e a quella del Centro-Nord. Nel contesto nazionale, Salerno si posiziona al 22esimo posto su 107 province per intensità del calo giovanile. Guardando alla Campania, che nel decennio ha perso in totale oltre 178mila giovani (-12,3%), il territorio salernitano fa peggio di Napoli (-11,2%), ma risulta meno colpito rispetto alle aree interne di Avellino (-17%) e Benevento (-16,5%). L’emorragia giovanile avrà ricadute pesantissime a stretto giro sul mercato del lavoro. Lo studio stima che, tra il 2025 e il 2029, in Campania circa 210.500 lavoratori andranno in pensione, di cui 95.200 dipendenti privati (il 45,2% del totale regionale in uscita). Per il tessuto produttivo salernitano, basato su piccole e medie imprese, il rischio è doppio:

  • Settori trainanti come agroalimentare, turismo costiero, conserviero, edilizia e piccola manifattura dipendono sempre più da una manodopera che non avrà ricambio interno.
  • Si riduce la platea di futuri imprenditori e lavoratori autonomi, minando le basi dello sviluppo futuro.

Allarme sanità e pensioni: i nodi da sciogliere

L’invecchiamento anagrafico avrà un impatto devastante anche sui conti pubblici. La Cgia di Mestre ricorda che la spesa previdenziale, attualmente al 15,4% del Pil, è stimata in crescita fino al 17% intorno al 2040. A preoccupare è soprattutto il sistema sanitario locale: gli over 65, che già oggi rappresentano un quarto della popolazione italiana, assorbono circa il 60% della spesa sanitaria nazionale. Nel Salernitano, dove i giovani emigrano verso il Nord e l’estero, la sostenibilità dei servizi sociosanitari diventa un’urgenza non più rinviabile.

Quali sono le possibili soluzioni?

Per invertire la rotta e arginare gli effetti del calo giovani a Salerno, la Cgia suggerisce due interventi complementari:

  • Gestione strategica dei flussi migratori: prevedere percorsi di formazione linguistica e professionale nei Paesi d’origine prima dell’ingresso in Italia, facilitando l’inserimento nelle aziende.
  • Rafforzamento della previdenza complementare: incentivare strumenti oggi poco diffusi per garantire pensioni adeguate a generazioni con carriere discontinue.

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