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Sanità Campania, UIL e UIL FP lanciano l’allarme: “Senza risorse e assunzioni la riforma sanitaria rischia il collasso” Attualità zonarcs 

Sanità Campania, UIL e UIL FP lanciano l’allarme: “Senza risorse e assunzioni la riforma sanitaria rischia il collasso”



– Una grave crisi economico-finanziaria sta mettendo a dura prova il Servizio Sanitario Regionale della Campania, minacciando la tenuta dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e l’attuazione delle riforme sanitarie. A lanciare l’allarme, in una nota congiunta, sono la UIL Campania e la UIL FP Napoli e Campania, che denunciano come la cronica carenza di liquidità e la mancanza di risorse adeguate per il reale fabbisogno di personale rischino di trasformare i progetti del PNRR e i nuovi modelli organizzativi in “cattedrali nel deserto”.

I dati e le programmazioni regionali parlano chiaro: con la Delibera di Giunta Regionale n. 190/2023, la Regione Campania ha definito una metodologia idonea per individuare il reale fabbisogno di personale nelle Aziende Sanitarie. Tuttavia, tale pianificazione continua a rimanere una misura su carta in assenza della necessaria liquidità per sbloccare e rendere effettive le assunzioni.

“Non si comprende come si possano assegnare alle Aziende Sanitarie obiettivi complessi e ambiziosi come quelli previsti dai Decreti interministriali che regolano l’assistenza ospedaliera e l’assistenza territoriale) nonché dal PNRR, imponendo l’apertura di Case della Comunità e Ospedali di Comunità, senza che siano contestualmente garantite le risorse finanziarie e umane per farle funzionare”, affermano in una nota congiunta Giovanni Sgambati, segretario generale Uil Campania, e Vincenzo Torino, segretario generale Uil Fp Napoli e Campania. Secondo i sindacalisti, “il rischio concreto è quello di inaugurare strutture sanitarie vuote, prive del personale indispensabile all’assistenza dei cittadini”.

Oltre alle ricadute sulla qualità dei servizi offerti all’utenza, le attuali difficoltà finanziarie stanno paralizzando la piena applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) e la contrattazione integrativa aziendale, mortificando la valorizzazione dei professionisti della salute e compromettendo le relazioni sindacali.

Alla luce di questa grave criticità, UIL Campania e UIL FPL formulano quattro richieste chiave alla Giunta regionale: immissione immediata di liquidità a favore delle Aziende Sanitarie Regionali; finanziamento integrale del fabbisogno di personale calcolato secondo la programmazione della delibera della Giunta Regionale n. 190/2023; copertura economica dedicata alle assunzioni per garantire l’attuazione dei Decreti 70/2015 (Regolamento dell’assistenza ospedaliera) e 77 (Regolamento dell’assistenza territoriale) e del PNRR; convocazione d’urgenza di un tavolo di confronto con la Regione Campania.

“In assenza di risposte tempestive e concrete da parte delle istituzioni regionali, annunciamo fin d’ora l’attivazione di ogni iniziativa utile a tutela dei lavoratori del comparto, della qualità del Servizio Sanitario Regionale e del diritto costituzionale alla salute di tutti i cittadini campani”, sottolineano Sgambati e Torino.

 

C’è anche un altro tema che preoccupa l’organizzazione sindacale ed è quello della sicurezza del personale. La UIL FP Napoli e Campania ha inviato una nota al Direttore Generale e a tutti i vertici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II per chiedere immediati interventi, anche a seguito di quanto accaduto nella serata di domenica. Nel documento firmato da Carmen Raia per il Coordinamento Ostetriche, dal componente della RSU Orazio Paciolla, dal Segretario Responsabile Salvatore Crispino e dai referenti territoriali Gianluca Luciano e Luigi Di Maio, il sindacato esprime piena solidarietà al medico specializzando colpito con un pugno da un familiare di una degente mentre era in servizio all’Unità Operativa Complessa di Patologia Ostetrica del Dipartimento ad Attività Integrata Materno Infantile, alle ostetriche aggredite verbalmente e a tutto il personale coinvolto nel grave episodio.

Nella nota la UIL FP richiama le disposizioni previste dal Contratto nazionale Sanità, che attribuiscono ai datori di lavoro specifici obblighi in materia di tutela dei dipendenti vittime di aggressioni, e chiede una verifica urgente delle condizioni di sicurezza del padiglione, dell’organizzazione del servizio di vigilanza, dei controlli sugli accessi e della presenza di familiari e accompagnatori all’interno dei reparti. “Appare necessario – scrivono i rappresentanti sindacali – rafforzare la presenza del personale addetto alla sicurezza, soprattutto nelle fasce orarie maggiormente esposte, garantire procedure di allarme e di intervento rapide e verificare l’adeguatezza dei dispositivi e delle misure di prevenzione attualmente adottate”.

“L’ennesima aggressione ai danni degli operatori sanitari conferma come ormai non sia più rinviabile un intervento strutturale sulla sicurezza nelle strutture ospedaliere – commenta il segretario generale UIL FP Napoli e Campania, Vincenzo Torino – Medici, ostetriche, infermieri e tutti i professionisti della sanità non possono continuare a essere esposti al pericolo di aggressioni verbali e violenze fisiche. Chiediamo ai vertici dell’Azienda di adottare immediatamente tutte le misure necessarie per garantire la tutela del personale e di avviare un confronto concreto con i rappresentanti dei lavoratori”.

 

 

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