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Ristorazione in Campania: stipendi all’ultimo posto in Italia (1.500€) ma crescono del +2,5% Attualità zonarcs 

Ristorazione in Campania: stipendi all’ultimo posto in Italia (1.500€) ma crescono del +2,5%



nuovo Osservatorio Restworld incentrato sul mercato del lavoro della ristorazione in Campania, che fotografa uno scenario regionale caratterizzato da forti contrasti. Da un lato la Campania registra  le retribuzioni più basse d’Italia nel comparto, con una mediana di 1.500 euro netti al mese a fronte dei 1.700 euro della media nazionale. Dall’altro lato, però, si nota un timido segnale di ripresa: nell’ultimo anno le buste paga regionali offerte sono cresciute del 2,5%, registrando un aumento di circa 37 euro mensili, mentre il dato nazionale è rimasto del tutto piatto.

A rendere complessa la ricerca di personale sul territorio non è solo la questione economica, ma una gestione dei tempi di lavoro decisamente più intensa rispetto al resto del Paese. In Campania, infatti, ben il 79% degli annunci prevede ancora una settimana lavorativa di sei giorni, contro una media italiana del 65%. Inoltre, il forte impatto del turismo estivo spinge la stagionalità dei contratti al 46% (ben sopra il 31% nazionale), concentrando la domanda soprattutto tra Salerno, Napoli e Caserta. In questo contesto, le imprese faticano in particolar modo a reperire profili qualificati per la cucina, con il cuoco capo partita che si conferma il ruolo più difficile da coprire e anche il meglio retribuito, con una mediana di 1.808 euro al mese.

Di seguito e in allegato il comunicato stampa completo. Sono disponibile per interviste o ulteriori approfondimenti.

Un saluto e buon lavoro,
Sara Ausilio

Ristorazione in Campania: nel 2026 stipendi medi a 1.500 euro netti al mese, il valore più basso d’Italia

Secondo l’Osservatorio Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione, Campania all’ultimo posto per stipendi medi nel settore, nonostante una crescita del 2,5% nell’ultimo anno. Il 46% delle offerte è stagionale e il 79% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, contro il 65% nazionale

Secondo l’Osservatorio Restworld sulle retribuzioni nel settore della ristorazione, la Campania è la regione con gli stipendi offerti più bassi, nonostante nell’ultimo anno gli stipendi offerti abbiano registrato una crescita del 2,5%. Il mercato regionale, inoltre, presenta una diffusione delle settimane lavorative da sei giorni superiori alla media nazionale.

È quanto emerge da un’indagine di Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione. L’analisi considera le offerte pubblicate nella regione da aprile 2024 all’ultimo trimestre.

Gli stipendi crescono del 2,5% rispetto allo scorso anno

La mediana di un lavoro a tempo pieno nelle offerte analizzate in Campania è di 1.500 euro netti al mese, contro i circa 1.700 euro a livello nazionale. Nel confronto tra l’estate scorsa e questa, la retribuzione offerta è passata da 1.463 a 1.500 euro netti al mese: un aumento del 2,5% in un anno, pari a circa 37 euro mensili. Nello stesso periodo gli stipendi a livello nazionale sono rimasti sostanzialmente stabili.

“La Campania resta il territorio con il livello retributivo più basso tra quelli analizzati, ma il segno dell’ultimo anno è comunque positivo. La crescita è più contenuta rispetto ad altre regioni e indica che il percorso per rendere le offerte più competitive è ancora lungo, soprattutto per attrarre professionisti qualificati della cucina”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.

I ruoli più retribuiti e quelli più difficili da trovare

La figura meglio retribuita in Campania è il cuoco capo partita, con una mediana di 1.808 euro netti al mese. Seguono gli addetti alla cucina, con 1.625 euro, gli aiuto cuochi con 1.500 euro, e i camerieri con 1.429 euro. Tra il ruolo più pagato e quello con la retribuzione più bassa tra i principali il divario è di circa 379 euro mensili. Anche in Campania la difficoltà nel reperire figure qualificate si concentra sui mestieri specializzati in cucina: il cuoco capo partita e le altre figure di brigata sono i profili più complessi da coprire.

Stagionalità e settimane di sei giorni sopra la media

Nell’ultimo trimestre il 35% delle offerte include l’alloggio, un punto percentuale sopra la media nazionale. Il 46% delle posizioni è stagionale, contro il 31% in Italia, mentre i pasti sono inclusi nel 67% degli annunci. Il 13% richiede la conoscenza dell’inglese e il 79% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, rispetto al 65% nazionale.

Le offerte arrivano soprattutto da Salerno, Napoli, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Marina di Camerota, Pomigliano d’Arco e Pozzuoli. La domanda combina quindi grandi centri urbani e località costiere, con un peso rilevante della stagione estiva sull’organizzazione del lavoro.

Il quadro nazionale, più trasparenza e meno turni spezzati

Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026. A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.

L’osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.

“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.

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