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Crediti Superbonus per 2,6 milioni e IVA non versata: maxi sequestro da 7,4 milioni nel salernitano Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Crediti Superbonus per 2,6 milioni e IVA non versata: maxi sequestro da 7,4 milioni nel salernitano



Maxi operazione della Guardia di Finanza nel Salernitano nell’ambito dei controlli sui bonus edilizi. I finanzieri della Compagnia di Battipaglia e dei Gruppi di Eboli e Salerno hanno eseguito un sequestro preventivo per un valore complessivo di circa 7,4 milioni di euro nei confronti di una società attiva nel settore dell’impiantistica e dei lavori edili, oltre che del legale rappresentante e dell’amministratore di fatto dell’azienda.

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di una complessa attività investigativa che ha coinvolto complessivamente sei persone.

Al centro dell’indagine vi sono presunte irregolarità legate a interventi di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica finanziati attraverso il Superbonus 110%. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la società avrebbe maturato e successivamente ceduto crediti d’imposta indebiti per un importo stimato in circa 2,6 milioni di euro.

Gli investigatori ipotizzano che siano stati prodotti documenti fiscali e stati di avanzamento lavori attestanti opere mai realizzate oppure eseguite soltanto in misura parziale rispetto a quanto dichiarato. Attraverso tali operazioni sarebbero stati generati crediti fiscali successivamente ceduti a terzi.

L’inchiesta riguarda anche un presunto omesso versamento dell’IVA relativa all’anno d’imposta 2023 per un importo di circa 4,8 milioni di euro, elemento che ha contribuito a determinare il valore complessivo del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria.

Le attività investigative sono state sviluppate attraverso un’approfondita analisi della documentazione contabile e fiscale, dei contratti di appalto, delle fatture emesse, delle asseverazioni tecniche e delle comunicazioni relative alla cessione dei crediti fiscali. Gli accertamenti sono stati integrati da sopralluoghi presso gli immobili interessati e dall’acquisizione delle dichiarazioni dei committenti coinvolti.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbero emerse significative difformità tra le opere dichiarate, quelle fatturate e gli interventi effettivamente eseguiti. In alcuni casi, inoltre, la cessione dei crediti fiscali sarebbe stata effettuata senza che i committenti ne fossero pienamente consapevoli.

L’indagine prosegue per definire ulteriormente le responsabilità dei soggetti coinvolti. Come previsto dalla normativa vigente, le accuse formulate sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

 

 

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