Federalberghi Salerno, Raffaele Esposito nuovo presidente
Cambio al vertice di Federalberghi Salerno. L’assemblea provinciale degli albergatori ha eletto Raffaele Esposito nuovo presidente dell’associazione, raccogliendo il testimone di Antonio Ilardi.
Salernitano, classe 1960 e residente a Praiano, Esposito porta con sé un’esperienza di oltre cinquant’anni nel settore turistico maturata alla guida della storica struttura di famiglia, il Tramonto d’Oro. Alla carriera imprenditoriale affianca quella professionale come dottore commercialista, revisore dei conti e docente di discipline economico-aziendali.
Nel suo primo intervento da presidente ha lanciato lo slogan «Una sola provincia, una sola voce», delineando la volontà di costruire una strategia condivisa capace di mettere in rete tutte le realtà turistiche del territorio: Costiera Amalfitana, Cilento, Salerno città, Piana del Sele, Agro Sarnese-Nocerino e aree interne.
Tra gli obiettivi del nuovo mandato figurano il contrasto all’abusivismo ricettivo, il potenziamento delle infrastrutture e la valorizzazione del nuovo aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi come leva strategica per la crescita del comparto. Il programma punta inoltre sulla destagionalizzazione dei flussi turistici, sulla digitalizzazione delle imprese e su un modello di sviluppo sostenibile capace di promuovere anche i borghi dell’entroterra e le eccellenze enogastronomiche della provincia.
Particolare attenzione sarà riservata alle nuove generazioni, con la costituzione della sezione “Giovani Albergatori”, pensata per favorire il ricambio generazionale e rafforzare il dialogo con scuole, università e Istituti Tecnologici Superiori (ITS), nell’ottica di formare le professionalità del futuro.
Ad affiancare il neo presidente sarà un consiglio direttivo composto da tredici rappresentanti del territorio: Luigi Acanfora, Giovanni Anselmo, Pietro Cerullo, Michele Della Monica, Giuseppe Di Lieto, Arturo Giglio, Luigi Incarnato, Luca Proto, Ferdinando Santonicola, Antonio Josè Saturno, Davide Saturno, Carmine Giovanni Tamburrini e Francesco Tavassi.





