Vietri sul Mare, l’opposizione attacca: «Festa patronale al buio e senza sicurezza a Raito tra i giardini di Villa Guariglia»
Il gruppo consiliare “Vietri che Vogliamo” ha espresso una dura condanna nei confronti dell’amministrazione comunale per le condizioni di totale abbandono e pericolo in cui versavano i giardini di Villa Guariglia nella giornata di domenica scorsa, in occasione della storica processione della Madonna delle Grazie nella frazione di Raito. Secondo gli esponenti della minoranza, la superficialità e la mancanza di interventi preventivi da parte del Comune hanno trasformato un momento solenne di fede e tradizione in un rischioso percorso a ostacoli per i portatori e per le centinaia di fedeli al seguito del corteo religioso.
I consiglieri comunali Antonella Scannapieco, Maurizio Celenta e Alessio Serretiello hanno voluto denunciare pubblicamente la gravità di quanto accaduto attraverso una nota congiunta: «È inaccettabile che un evento così sentito dalla nostra comunità sia stato esposto a rischi tanto elevati per l’incolumità fisica delle persone. Il parroco di Raito aveva richiesto l’autorizzazione con largo anticipo, specificando il percorso che da sempre attraversa Villa Guariglia. Eppure, la comunità si è ritrovata a transitare al buio fitto, tra alberi non potati che ostacolavano il baldacchino e la statua, e un terreno dissestato e pieno di buche profonde. Si è sfiorato il dramma, con il rischio concreto di cadute e persino del ribaltamento della stessa statua della Madonna. Siamo di fronte a una responsabilità amministrativa che rasenta l’irresponsabilità pura: come hanno fatto il Comune e il comando di polizia municipale ad autorizzare un evento pubblico in un luogo privo dei requisiti minimi di sicurezza e agibilità?»
I tre consiglieri comunali hanno poi posto l’accento sulle evidenti contraddizioni della maggioranza, richiamando direttamente le parole del primo cittadino. «Il sindaco ricopre anche la carica di consigliere provinciale con delega ai musei e alla valorizzazione dei beni culturali e, durante la seduta del consiglio comunale del 28 maggio scorso, aveva dichiarato testualmente: “noi gestiamo il giardino perché fu fatto un accordo, all’epoca era presidente Giuseppe Canfora per la gestione dei giardini, comprensiva della pulizia, da parte della “Vietri Sviluppo” per cui il Comune garantiva tale gestione e l’accesso ai giardini della villa tramite la “Vietri Sviluppo”. Successivamente questo accordo è stato perfezionato quando abbiamo fatto la nuova villa Comunale a Raito e nello stesso è stato previsto che il Comune è tenuto in base a determinate richieste che vengono fatte dalla Provincia a fare la pulizia dei giardini. (…) credo che in 15 – 20 giorni per l’estate possiamo riaprire la Villa”. Alla prova dei fatti – incalzano Scannapieco, Celenta e Serretiello – queste promesse si sono rivelate la solita vuota “politica degli annunci” Se l’amministrazione comunale era a conoscenza del percorso, aveva il dovere di muoversi in anticipo disponendo un’illuminazione provvisoria con generatori o torce, la potatura mirata dei rami bassi e la tappatura delle buche pericolose. Nulla di tutto questo è stato fatto. Il disinteresse e la sciatteria di questa giunta non risparmiano nemmeno le nostre feste patronali».
In conclusione, il gruppo consiliare non si limita alla protesta ma lancia un appello per il futuro del sito storico e chiede l’immediata attivazione di misure di controllo: «Auspichiamo che si possa trovare a breve un reale accordo tra Comune e Provincia per la corretta gestione e fruizione dei giardini e del museo della ceramica, guardando anche alla Regione Campania per accedere ai fondi destinati dal Ministero per il recupero e la manutenzione di Villa Guariglia, un bene dal valore inestimabile per il nostro territorio. Nel frattempo, sollecitiamo un’immediata verifica sulle responsabilità di chi ha autorizzato il passaggio in un’area così pericolosa, un intervento urgente di ripristino dell’illuminazione e l’obbligo, per le future processioni, di ispezionare preventivamente i luoghi affinché la fede possa essere celebrata in assoluta sicurezza».





