Coldiretti contro i trafficanti di olio che fanno crollare i prezzi dell’extravergine italiano
A lanciare l’allarme sono Coldiretti e Unaprol con migliaia di agricoltori arrivati a Bari per protestare contro quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare le quotazioni del prodotto italiano, costringendo gli olivicoltori italiani a lavorare in perdita mentre gli scaffali dei supermercati si riempiono di olio di bassa qualità, spesso di provenienza extra Ue, spinto dalle vendite sottocosto.
Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno.
I conti non tornano, sottolineano Coldiretti e Unaprol, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori.
Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno preso parte il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni. In piazza cinquecento agricoltori della Campania con in testa il presidente regionale Ettore Bellelli e la presidente Aprol Campania Veronica Barbati.
Per tutelare la filiera dell’extravergine italiano e la salute dei cittadini, Coldiretti e Unaprol chiedono un deciso rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera dell’olio, puntando sull’impiego delle più avanzate tecnologie scientifiche per contrastare frodi e falsificazioni sull’origine dei prodotti. Strumenti come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica consentono infatti di identificare con precisione la provenienza dell’olio e dovrebbero essere pienamente riconosciuti come elementi probatori nei procedimenti giudiziari.
Le due organizzazioni sollecitano inoltre un’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione, a tutela del reddito degli olivicoltori. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con la successiva aggiunta dell’olio di oliva vergine, di minor pregio.
Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.





