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Cetara, stop al ripascimento della spiaggia: maxi sequestro della Guardia Costiera Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Cetara, stop al ripascimento della spiaggia: maxi sequestro della Guardia Costiera



Il delicato ecosistema della Costiera Amalfitana finisce sotto i riflettori della Procura. Lo scorso 10 giugno 2026 è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza avente a oggetto il materiale di apporto, proveniente da cava terrestre, già stoccato presso l’arenile di Largo Marina nel Comune di Cetara.

Il materiale era ormai pronto per essere utilizzato per il tanto discusso intervento di ripascimento della spiaggia. Il provvedimento si inserisce in un’articolata attività investigativa, avviata a seguito di mirati accertamenti svolti dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno, in relazione ai lavori di riqualificazione dell’area portuale e di ampliamento della spiaggia cetarese. Al centro dell’inchiesta della magistratura salernitana ci sono gli interventi di ampliamento della spiaggia mediante l’apporto di materiali di origine esterna, derivanti dalla frammentazione di rocce provenienti da cave terrestri. Lo scrive la Città. Gli accertamenti degli investigatori si sono concentrati sulla verifica della conformità dei materiali utilizzati rispetto alle rigide prescrizioni tecniche poste a fondamento dei titoli autorizzativi. I regolamenti, infatti, imponevano la piena compatibilità dei sedimenti di apporto con quelli naturali dell’arenile originale sotto tre profili fondamentali: cromatico, granulometrico e sedimentologico. Requisiti che, secondo l’accusa, non sarebbero stati rispettati. Le verifiche tecniche eseguite sul campo, supportate dalle analisi di laboratorio svolte dall’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) e da una consulenza specialistica disposta dall’Ufficio giudiziario, hanno evidenziato una significativa difformità tra il materiale di cava e quello nativo già presente in situ.

In primo luogo è emersa una marcata differenza cromatica: la sabbia di cava presenta tonalità nettamente più chiare rispetto ai sedimenti naturali dello storico arenile. Inoltre, è stata accertata la non sovrapponibilità delle classi granulometriche, traducendosi in una vera e propria incompatibilità geomorfologica. Gli accertamenti hanno infine attestato l’esistenza di pericolosi fenomeni di compattazione e cementificazione del materiale già versato, con il rischio di un consolidamento innaturale della spiaggia.

Ecosistema a rischio e pericoli per il turismo in Costiera Amalfitana

Sotto il profilo tecnico, le difformità riscontrate dagli esperti non si limitano a un piano meramente estetico o visivo. I materiali fittizi appaiono idonei a incidere negativamente sull’equilibrio dell’ecosistema marino-costiero e sulla struttura fisica dell’arenile, a causa della presenza di frammenti di roccia “subangolosi” e di materiale troppo fine, destinato a disperdersi in mare.

L’attività di ripascimento intrapresa dall’Amministrazione comunale di Cetara, se portata a termine con queste modalità, avrebbe potuto modificare in modo irreversibile la spiaggia, compromettendone la stessa fruizione da parte di cittadini e turisti. Un danno enorme se si considerano i possibili effetti distruttivi su un’area, come quella della Costiera Amalfitana, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per il suo inestimabile valore naturalistico e paesaggistico

 

 

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