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STORIE DI REMO, “GLI OCCHI DELLA LADRA” Attualità 

STORIE DI REMO, “GLI OCCHI DELLA LADRA”

XIV puntata

 

Fiamma era tornata.

Dopo gli ultimi anni di calvario ,in cui la vita l’aveva piegata in due,lasciando che la sua grinta si perdesse nei labirinti dell’esistenza,avvertiva che il sangue riprendeva a pulsare a ritmo di guerriera.
Quel personaggio che un giorno era stato il suo implacabile accusatore ,era ritornato fatalmente nel suo destino,
Rosario questa volta era davanti a lei ,innamorato della sua bellezza ,che lo aveva gia’ colpito la prima volta che l’aveva vista.
Ex carabiniere ,era passato dall’essere suo aguzzino ad estimatore , cosciente della palpabile rinascita morale di quella donna.

 


Non si sbagliava affatto ,perché Fiamma nella sua piena maturità,ormai quasi quarantenne ,agognava solo una vita normale, desiderando anche di avere un figlio.
La serata in pizzeria trascorse tra risatine e atteggiamenti ammaliatori che confermavano come si fosse tra i due innescata la chimica dell’attrazione.
Lei andò a lavorare come cuoca nella nascente cucina annessa all’albergo e fu proprio in quello stanzone ,tra mestoli e fornelli ,che nacque un grande amore tra l’ex “Javert” e la rigenerata “Cosette”.
Con Rosario l’intesa era totale e tra loro la ricetta era perfetta:
Ingredienti gustosi nei piatti e brividi sottopelle quando si sfioravano.
Erano due porcellini in amore che si coccolavano senza pudore anche davanti alla gente.I clienti impazzivano per la cucina di Fiamma ; gli elogi viaggiavano più veloci del pane caldo,oltrepassando i confini del paese.
Rosario dal canto suo,di levava presto la mattina per dedicarsi alla contabilità aziendale ,ma gia’alle nove era in giro con tra le mani la lista della spesa preparata dalla “cuoca”.
Alle 11 era pronto in cucina accanto alla sua donna ,felice di poter stare accanto a lei.
Il lunedì il ristorante apriva solo la mattina per i clienti dell’albergo e la sera era tutta per i due innamorati; andavano in giro spensierati per ritrovarsi poi tra le lenzuola a liberare i bollenti spiriti della passione.
Dopo qualche anno Fiamma resto’incinta; non era più giovanissima ,ma affrontò la gravidanza con la grinta di chi ha già avuto troppe sconfitte nella vita.Rosario raddoppiò le energie e ,con l’aiuto di un giovane nipote tuttofare ,riuscì a mandare avanti il lavoro senza far avere scossoni a quel treno che ormai viaggiava a velocità supersonica.
Angelo nacque a metà agosto,il giorno dell’Assunta e al Comune un devotissimo impiegato lo registrò con il nome di Angelo Maria.

Dopo qualche mese ,nel ristorante comparve un nuovo arredo: una carrozzina parcheggiata tra i tavoli con dentro un uragano riccioluto.
Il bimbo aveva i capelli del papà ma la grinta inarrestabile della mamma, tornata tra i fornelli a preparare portentosi manicaretti.
Il menù titolava”I gioielli di Fiammetta” e le pietanze ,quasi tutte esclusive ,erano di qualità superiore.
In quei piatti c’era la fantasia della cuoca e la passione di un grande amore ,nato proprio nella frenesia di quella cucina dove aleggiavano i profumi di pietanze raffinate.
Gli avventori passando accanto alla carrozzina di Angelo trastullavano quel bimbo irrequieto ed il locale diventava tra la generale curiosità un asilo a cinque stelle.
Quel monellino crebbe a vista d’occhio e presto la carrozzina sparì dalla sala ,lasciando spazio a un peperino trottolante che girava tra i tavoli.
Crebbe presto ,tra la scuola e il traffico dei camerieri che ,appena sparecchiato ,gli lasciavano libero un tavolino per i compiti . Questi adempimenti venivano eseguiti in “condominio”con chiunque passasse di là’ ,sbirciando sul quaderno e dando un consiglio,una raddrizzata una carezza.
A volte Angelo spariva per gironzolare nei sottani dell’albergo ;
poi tornava con qualche vecchio cimelio tra le mani recuperato nei ripostigli.
Aveva nel sangue l’amore della madre per le cose vecchie,difatti dopo il diploma non ci fu esitazione nella scelta: “Archeologia”.
Quel giovanotto aveva ereditato in pieno la passione di entrambi i genitori .
Negli studi fu sempre tra i migliori e quando raggiunse .l’obiettivo della laurea vinse anche un concorso nella Soprintendenza Archeologica dello Stato.
Parti’per il Nord ma la sua grande qualità culturale ,dopo qualche anno gli procurò un incarico che lasciò’di stucco i genitori.
Si era liberato il posto di dirigente nel vecchio museo dove un giorno papa’ Rosario incrociò gli occhi di sua mamma.
Il ragazzo ritornò’ dalle sue parti tra il plauso generale ; diede nuova linfa organizzativa alle sale del museo ,ne promosse saggiamente le frequenze dei visitatori ancorandolo a visite scolastiche e itinerari turistici .
Il personale totalmente rinnovato non aveva più memoria di quei drammatici fatti avvenuti trent’anni prima .
Erano rimasti solo triste cronaca nella storia del museo e nessuno li collegò mai agli “occhi della ladra”
Gli eventi della vita corrono l’uno dietro l’altro e spesso i destini delle persone tornano ad incrociarsi non sempre per rinnovare antichi rancori ,ma spesso per imboccare percorsi esaltanti.
Così era accaduto per Rosario e Fiamma
che invecchiarono entrambi serenamente . Angelo intanto si era sposato e quando regalò ai genitori una splendida nipotina , la loro felicità raggiunse l’apice.
Ormai avanti negli anni ,vendettero l’albergo per dedicarsi completamente alla bimba.
Quando la piccola fu promossa con pieno merito in seconda media,la sua prof di storia organizzò una visita al museo dove lavorava papà Angelo.
Molti alunni erano accompagnati dai parenti e nonno Rosario fu subito eletto a guida di quella visita così interessante.

Fu fatale una sua riflessione ,fatta agli attenti visitatori di fronte alla vetrina dove l’elmo ellenico campeggiava ancora nella sua sfavillante bellezza.
Alle spalle dei ragazzi e del marito che spiegava l’importanza del reperto ,
campeggiava la figura di Fiamma.
Ormai segnata dal tempo i suoi occhi stanchi non erano più quelli della ladra ,ma di una nonna amorevole.
Sulle sue gote un luminoso ,umido luccicone,scivolo’verso un tenero sorriso.
Nella mente di quella ex ragazza irrequieta e dedita al malaffare ,finalmente si fece spazio dopo tanto tempo la certezza di aver raggiunto completamente la pace con la sua coscienza.

 

Camily Bosch

scritto da 







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