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Pellezzano, successo con la seconda edizione di “Give me Sport, inclusione e solidarietà” Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Pellezzano, successo con la seconda edizione di “Give me Sport, inclusione e solidarietà”

Cinque giorni di sport, partecipazione e condivisione hanno caratterizzato la seconda edizione di “Give Me 5 – Sport, Inclusione e Solidarietà”, la manifestazione organizzata dall’ASD Sporting Arechi che dal 29 maggio al 2 giugno ha animato il PalaLongo di Capriglia di Pellezzano, coinvolgendo società sportive, atleti, famiglie e operatori del sociale in un’esperienza che ha saputo coniugare competizione e inclusione.

L’evento ha rappresentato ancora una volta un importante momento di incontro e confronto, confermando come lo sport possa essere uno strumento efficace per promuovere valori quali il rispetto, la solidarietà e la partecipazione attiva. Sul campo, le squadre partecipanti hanno dato vita a gare combattute ma sempre corrette, offrendo spettacolo e dimostrando grande spirito sportivo.

Ad aggiudicarsi il torneo è stata l’ASD Polisportiva Baroncino, protagonista di un percorso di alto livello che le ha consentito di conquistare il primo posto. Alle sue spalle si è classificata Sarno 2.0, mentre il terzo gradino del podio è andato a Macte Salerno. Quarta posizione per l’ASD Sporting Arechi, che oltre a partecipare alla competizione ha curato l’organizzazione dell’intera manifestazione.

Tra i riconoscimenti individuali, il titolo di capocannoniere è stato assegnato a Benedetta Gorrasi dell’ASD Polisportiva Baroncino, autrice di nove reti nel corso del torneo, mentre il premio di miglior portiere è andato a Giorgia Fusco del Macte Salerno.

Accanto alla competizione principale, ampio spazio è stato dedicato alla categoria For Special, che ha visto la partecipazione dell’ASD Germano Bladier Caprese, del Sorrento For Special della Cooperativa Alma, della SSD Polisportiva La Filanda e della US Salernitana 1919 della Cooperativa Il Villaggio di Esteban. Una sezione che, fin dalla sua nascita, non è mai stata concepita come una competizione tradizionale, ma come un’occasione di incontro e di gioco libero per i ragazzi. Proprio per questo motivo non è stata stilata alcuna classifica finale né proclamato un vincitore, in linea con la filosofia dell’iniziativa che pone al centro il divertimento, la socializzazione e il benessere dei partecipanti. Anche l’autoarbitraggio, previsto per tutte le gare della categoria, ha contribuito a creare un clima sereno e collaborativo, fondato sul rispetto reciproco.

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dello Sporting Arechi, Alfonso Gaeta. «Quando abbiamo immaginato Give Me 5 volevamo creare qualcosa che andasse oltre il semplice risultato sportivo. Anche quest’anno abbiamo visto ragazzi, famiglie e associazioni vivere insieme giornate bellissime, all’insegna dell’inclusione e della condivisione. Il successo della manifestazione ci conferma che stiamo percorrendo la strada giusta e che c’è un forte desiderio di fare rete attraverso lo sport. Ringrazio tutte le società partecipanti, i volontari e quanti hanno contribuito alla riuscita dell’evento».

Soddisfatto anche il supervisore del torneo, Diego Ricco, che ha evidenziato la qualità delle gare e il comportamento delle squadre. «Abbiamo assistito a partite intense e ben giocate, ma ciò che mi rende più orgoglioso è il clima che si è respirato durante tutta la manifestazione. Correttezza, rispetto e voglia di stare insieme hanno caratterizzato ogni momento. La categoria For Special, in particolare, ha rappresentato perfettamente lo spirito dell’evento, dimostrando come il calcio possa essere davvero un linguaggio universale».

A sottolineare l’importanza del progetto anche il responsabile della comunicazione dello Sporting Arechi, Francesco Varriale. «Give Me 5 continua a crescere e a consolidare la propria identità. Non è soltanto un torneo, ma un contenitore di esperienze, relazioni e valori. Raccontare queste giornate significa raccontare storie di inclusione e partecipazione che meritano attenzione. La risposta ottenuta da parte delle società, delle famiglie e del territorio rappresenta il segnale più bello e più importante per il futuro della manifestazione».

Si chiude così una seconda edizione che ha confermato la validità del progetto e la sua capacità di unire sport e sociale, lasciando nel cuore dei partecipanti il ricordo di giornate vissute all’insegna dell’amicizia, del rispetto e della condivisione.

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