Capaccio Paestum, “Le ragioni di Giuda” di Tommaso Cerno
Terzo appuntamento del ciclo di incontri letterari della Tenuta Vannulo, l’azienda agricola fondata e guidata dalla visione innovativa del Cav. Antonio Palmieri, situata a pochi passi dall’area archeologica di Paestum, che si trasforma in un salotto letterario per offrire un un viaggio tra i libri, il mito e le eccellenze del Cilento. Venerdì 29 maggio, ore 18, Tommaso Cerno presenta “Le ragioni di Giuda” (Rizzoli). Dialoga con l’autore Alfonso Sarno. Che cos’è davvero il tradimento? È una colpa morale, una deviazione opportuni- stica, o può diventare un atto di libertà? Chi decide quando cambiare idea signi- fica «vendere l’anima» e quando, invece, significa salvarla? Esiste una fedeltà che coincide con l’immobilità? E una coerenza che si fa ipocrisia?
Tommaso Cerno parte da un nome infamante – Giuda – per rovesciarne il senso e farne una categoria critica del nostro tempo. Attraverso filosofia, teologia, politica e autobiografia, interroga il tradimento come gesto umano fondamentale: nella fede, nell’amore, nell’ideologia, nell’appartenenza. Dalla figura evangelica dell’Iscariota alle fratture della contemporaneità, questo libro smonta l’idea rassicurante di una parte giusta e di un pensiero senza crepe, mostrando come spesso sia l’obbedienza a produrre il vero vuoto morale.
Tra Pilato e Giuda, tra il silenzio di convenienza e la scelta che espone alla condanna, Le ragioni di Giuda attraversa grandi conflitti simbolici del presente: libertà e conformismo, identità e dissenso, progresso e conservazione. E non offre assoluzioni né provocazioni gratuite, ma rivendica il diritto al dubbio, alla contraddizione, alla disobbedienza del pensiero. Con una certezza: il tradimento non è sempre una resa. A volte è l’unico modo per non tradire se stessi.
Tommaso Cerno è nato a Udine nel 1975, a ridosso del confine di quella che fu la Jugoslavia di Tito. È attualmente direttore di uno dei quotidiani più prestigiosi d’Italia, “il Giornale”. La sua carriera è iniziata a “Il Gazzettino”, e successivamente al “Messaggero Veneto”, di cui poi è diventato direttore. Per molti anni è stato prima inviato in Italia e nel mondo, poi direttore del settimanale “L’Espresso”. Ha fondato il quotidiano “L’Identità”, esperienza al termine della quale è stato chiamato a Roma a dirigere “Il Tempo”. In televisione ha condotto su Rai 3 il programma D-Day, che gli è valso il premio Flaiano. Narratore e saggista, è autore del romanzo Affa Taffa (2010), e ha pubblicato Inferno. La commedia del potere (2013) e A noi! Cosa ci resta del fascismo nell’epoca di Berlusconi, Grillo e Renzi (2015). Conduce con Mara Venier a Domenica in su Rai 1 uno spazio dedicato all’attualità.
La rassegna chiude venerdì 5 giugno, Pasquale Gallo autore di “Maledetta pandemia” (Castelvecchi). Pasquale Gallo, medico pneumologo con una lunga esperienza clinica, ricostruisce ciò che è accaduto negli anni della pandemia, intrecciando osservazione scientifica, memoria personale e riflessione storica. Dialoga con l’autore Giulio Tarro.





