Salerno, Fonderie Pisano: il Consiglio di Stato conferma lo stop
Il Consiglio di Stato conferma (per ora) la chiusura delle Fonderie Pisano di Salerno, da anni al centro di polemiche per l’impatto ambientale sull’area circostante. Con apposita ordinanza, depositata stamane, la quarta Sezione giurisdizionale ha respinto gran parte dell’appello presentato dall’azienda contro il provvedimento della Regione Campania, che aveva dichiarato decaduta l’Autorizzazione Integrata Ambientale, necessaria per continuare la produzione.
Secondo i giudici di Palazzo Spada, prevalgono le esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente rispetto ai danni economici denunciati dall’azienda e ai rischi occupazionali per oltre cento lavoratori. I giudici ricordano che lo stabilimento, attivo dagli anni Sessanta, si trova inglobato in una zona densamente abitata e che, già dal 2006, era prevista una possibile delocalizzazione mai realizzata. Decisiva anche la recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per non aver protetto adeguatamente i residenti dall’inquinamento prodotto dall’impianto: la Corte di Strasburgo ha parlato di un problema strutturale e ha chiesto allo Stato italiano misure efficaci per rendere compatibile l’attività industriale con la tutela della salute oppure per trasferire l’impianto altrove.





