Omicidio Vassallo, proscioglimento del colonnello Cagnazzo: “Non ci sono indizi o prove sul coinvolgimento dell’ufficiale dell’Arma”
“Non ci sono indizi o prove sul coinvolgimento del colonnello Fabio Cagnazzo nell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre del 2010″. E’ la motivazione con cui il gup del tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha prosciolto in udienza preliminare l’ufficiale dell’Arma, indagato per concorso in omicidio del sindaco pescatore. Nelle 31 pagine, il giudice delle udienze preliminari Rossi richiama anche la nuova riforma Cartabia poiché “gli elementi acquisiti non consentono di addivenire ad una ragionevole previsione di condanna dell’imputato” , evidenziando poi che vi “è più di un ragionevole dubbio sull’effettiva compartecipazione – anche solo morale – di Cagnazzo nella realizzazione del delitto di omicidio e in quello di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”. Il giudice, quindi, passa in rassegna le dichiarazioni accusatorie rese nel corso dei 16 anni di indagini da tre testimoni, mettendone in luce le criticità che hanno portato, per ben due volte, anche la Corte di Cassazione a ritenerle “inattendibili”. A sostegno della propria valutazione, il gup richiama più volte il principio della “circolarità della fonte”, soffermandosi in particolare sulle posizioni di Eugenio D’Atri e Romolo Ridosso, definiti “aspiranti collaboratori di giustizia”. Motivazioni che continuano a non convincere la famiglia Vassallo. “Ho appena letto le motivazioni del giudice Rossi e sono ancora più perplesso di prima. Non dice che l’imputato sia innocente, ma che non ci sono “prove sufficienti” e quindi il processo non si fa. – scrive Antonio – Non posso dire che ci sia una colpevolezza certa. Sto dicendo che così il caso si chiude senza arrivare davvero a un processo, senza dare la possibilità di chiarire fino in fondo colpa o innocenza. Perché fermarsi prima del processo significa, di fatto, rinunciare a cercare fino in fondo la verità”. Per il delitto sono stati rinviati a giudizio l’ex sottufficiale dell’Arma Lazzaro Cioffi e l’imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano, mentre ha scelto il rito abbreviato l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso.





