You are here
Aborto, Associazione Luca Coscioni: “Anche in Campania sarà possibile l’aborto farmacologico senza ricovero” Attualità zonarcs 

Aborto, Associazione Luca Coscioni: “Anche in Campania sarà possibile l’aborto farmacologico senza ricovero”

Le responsabili della campagna Aborto senza ricovero esprimono soddisfazione per questa decisione che permetterà alle donne di scegliere e di risparmiare preziose risorse pubbliche “Finalmente, a quasi tre anni dalla pubblicazione della determina regionale che ammetteva l’aborto farmacologico senza ricovero (Delibera della giunta regionale n. 793 del 29/12/2023), anche nella Regione Campania le donne potranno decidere di prendere il misoprostolo a domicilio. La notizia arriva all’indomani del pronunciamento della Consulta sulla legge regionale siciliana e indica chiaramente una concreta strategia per garantire l’accesso all’aborto che ci auguriamo che le altre Regioni, che ancora non offrono alle loro cittadine questa possibilità, vogliano cogliere. L’Associazione Luca Coscioni ribadisce il suo impegno nella campagna Aborto senza ricovero, che ha proprio lo scopo di garantire la scelta e l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, con iniziative in tutte le Regioni inadempienti per motivi meramente ideologici“, commentano Anna Pompili, ginecologa e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, Mirella Parachini, ginecologa e Vice-segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e Chiara Lalli, bioeticista e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni. Come scrive il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, questa è “una novità importante che colma un ritardo e supera un modello oramai inadeguato ponendo la Campania tra le poche Regioni italiane a prevedere la seconda somministrazione del trattamento farmacologico a domicilio […]. Si garantiscono così percorsi assistenziali sicuri, appropriati e gratuiti, nel pieno rispetto delle scelte e della dignità delle donne”.

 

Giustamente il presidente sottolinea il risparmio delle risorse pubbliche che questa scelta comporta: l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, finalmente, vale anche per l’aborto. Ma il dato più eclatante è il riconoscimento del diritto di scelta per le donne e la possibilità concreta di ridurre e di superare gli ostacoli all’accesso all’aborto che sono spesso legati agli alti tassi di obiezione di coscienza tra i ginecologi ospedalieri.

 

Al momento l’aborto senza ricovero è possibile nel Lazio, in Emilia-Romagna, nelle province autonome di Bolzano e di Trento. In Toscana, sebbene le linee di indirizzo ministeriali sulla deospedalizzazione siano state recepite, sono previsti 3 accessi e non è possibile l’assunzione del secondo farmaco nei consultori né a casa. Sulla carta è possibile anche in Umbria. Nelle altre Regioni non è possibile. In Lombardia, incomprensibilmente, l’aborto farmacologico in day hospital costa più del chirurgico: 1.246 euro il primo, 952 il secondo. Questo comporta un ingiustificabile e inaccettabile spreco di risorse.

scritto da 







Related posts