Pellezzano, morte di Alessandro Farina. La Cassazione: Causata da diagnosi tardiva di diabete
Morte del giovanisdino Alessandro Farina, a Salerno, fu causata dalla tardiva diagnosi del diabete. La Cassazione pone fine alla travagliata vicenda giudiziaria. La Corte di Cassazione ha definitivamente confermato la responsabilità dei sanitari e dell’azienda ospedaliera di Salerno per la morte del piccolo Alessandro. Il giovane era stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno con sintomi importanti – tra cui vomito, forte malessere e segni compatibili con una crisi metabolica – ma inizialmente inquadrato come una reazione allergica. Nonostante il progressivo peggioramento del quadro clinico, non fu tempestivamente eseguito un controllo glicemico né formulata una diagnosi corretta di diabete di tipo 1 in esordio. Solo in una fase ormai avanzata venne rilevata una grave iperglicemia, quando il giovane si trovava già in condizioni critiche per una chetoacidosi diabetica che non fu più reversibile. Il caso di grave malasanità del piccolo Alessandro ha ispirato la legge 130 del 2023, a firma dell’onorevole Mulè, che ha reso obbligatorio nel triage di pronto soccorso per i ragazzini fino a 15 anni l’esecuzione di uno stick glicemico.
Appresa la notizia, l’avvocato Federico Conte, che ha assistito la famiglia, ha commentato la decisione dei giudici di legittimità: “È stata una battaglia lunga e difficile, tre gradi di giudizio, senza esclusione di colpi. Penso al piccolo Alessandro, oggi avrebbe 22 anni, e ancora mi commuovo. Riposi in pace”. La madre del giovane, Tiziana Morra, ha aggiunto: “È una pagina di giustizia che non cancella il dolore, che resta immenso e quotidiano. Nulla potrà restituirci nostro figlio, ma oggi sentiamo che il suo sacrificio non è stato dimenticato. Abbiamo affrontato anni durissimi, sostenuti solo dalla ricerca della verità, e questa decisione rappresenta per noi un riconoscimento importante”. Nel giudizio era costituito parte civile anche Francesco Morra, zio del piccolo e sindaco del Comune di Pellezzano, che ha seguito in prima persona il processo per conto della famiglia.
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