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Vertenza Bamar Italia a Salerno, manifestazione delle maestranze davanti lo stabilimento Attualità zonarcs 

Vertenza Bamar Italia a Salerno, manifestazione delle maestranze davanti lo stabilimento

 Si è svolta oggi, davanti allo stabilimento salernitano di Bamar Italia, la manifestazione di protesta indetta dalle organizzazioni sindacali per denunciare il perdurare delle incertezze economiche e occupazionali che colpiscono i 14 lavoratori dell’azienda che si occupa di distributori automatici di bevande calde e fredde e di snack bar.
L’iniziativa, accompagnata da uno sciopero generale di 8 ore, ha visto la partecipazione dei dipendenti e dei rappresentanti sindacali territoriali e nazionali di Cisal e Cisl, con l’obiettivo di sollecitare l’azienda a un confronto immediato e a un piano chiaro per il pagamento delle retribuzioni arretrate e la tutela dei livelli occupazionali.“Questa protesta è la risposta dignitosa dei lavoratori a mesi di silenzi e promesse mancate – ha dichiarato Gigi Vicinanza, componente nazionale della segreteria Cisal Metalmeccanici -. Non è accettabile che famiglie intere vivano senza certezze sullo stipendio e sul futuro. Chiediamo all’azienda di assumersi le proprie responsabilità e di aprire subito un tavolo serio e risolutivo”.

Vicinanza ha poi ribadito la posizione del sindacato sul caso del dipendente licenziato: “Il licenziamento di Rolando Melella resta per noi un atto ritorsivo e illegittimo. Non può passare il messaggio che chi rivendica i propri diritti venga colpito. Su questo punto andremo avanti con tutte le iniziative sindacali e legali necessarie”.

Alla manifestazione era presente anche Gerardo Giliberti, segretario generale Femca Cisl Salerno, che ha sottolineato la necessità di una risposta unitaria: “Vogliamo affermare che il lavoro non è una variabile sacrificabile. L’azienda deve garantire il pagamento delle spettanze e fornire un piano industriale credibile. Senza certezze non c’è futuro per i lavoratori né per il territorio”.

Dal presidio sono intervenuti anche i rappresentanti sindacali aziendali. Giovanni Forte, delegato Rsu per la Cisal Metalmeccanici, ha evidenziato il clima interno allo stabilimento: “I lavoratori sono stanchi di vivere nell’incertezza. Lo sciopero è stato un segnale forte: vogliamo rispetto, trasparenza e stipendi pagati regolarmente. Senza risposte concrete, la mobilitazione continuerà”.

Sulla stessa linea Enzo Mirra, delegato Rsu della Femca Cisl: “Questa vertenza non riguarda solo Bamar Italia, ma la dignità di chi lavora. Chiediamo un confronto serio e immediato, perché la pazienza dei lavoratori è arrivata al limite”.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la disponibilità al dialogo, ma hanno annunciato che, in assenza di risposte concrete e tempestive, verranno attivate ulteriori iniziative sindacali e legali a tutela dei lavoratori e dei loro diritti.

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