Assegno negato alla figlia “rifiutata”
Noin ha voluto riconoscere quella bambina frutto di una relazione extraconiugale e, anche quando il tribunale lo ha “inchiodato” alle sue responsabilità stabilendo la paternità biologica, l’uomo – già padre di tre ragazzi – ha continuato a rifiutare quella figlia, di cui non conosce neppure il volto, omettendo di assicurarle il mantenimento sancito dal tribunale per i minori che ha stabilito per la piccola, che oggi ha 10 anni, un assegno di 600 euro al mese oltre al versamento di tutti gli arretrati che ammontano ad oltre 70mila euro. È ora sotto processo con l’accusa di violazione degli obblighi di assistenza familiare un facoltoso professionista napoletano protagonista di una drammatica storia di mancato amore paterno che vede vittima una ragazzina salernitana che, con una madre disoccupata, avrebbe tanto bisogno di quel sussidio economico per avere una vita come quella di tutti i suoi coetanei.
Destinatario di un decreto di citazione diretta a giudizio firmato dal pubblico ministero Elena Cosentino, il noto professionista, assistito dall’avvocato Francesco Saverio Dambrosio, dovrà presentarsi il prossimo 12 settembre davanti al giudice della terza sezione penale del tribunale di Salerno. In quella sede potrà già costituirsi parte civile la madre della bambina che, rappresentata dall’avvocato Leonardo Gallo, ha già vinto la sua prima battaglia davanti al tribunale civile che ha riconosciuto la paternità biologica dell’uomo. Proprio in virtù di quella sentenza il tribunale per i minori di Napoli ha condannato l’ingegnere al pagamento di un assegno di mantenimento pari a 600 euro al mese, somma confermata in Appello dal giudice che ha rigettato il ricorso del professionista che voleva corrispondere solo 200 euro al mese a quella figlia alla quale è stato costretto a dare il proprio cognome. Fonte il Mattino





