Vararo il decreto legge sulla sicurezza: fermo preventivo, scudo legale per agenti e cittadini e 5 anni di carcere per chi non si ferma all’alt
Il Consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto legge sulla sicurezza, introducendo misure pensate per fronteggiare aggressioni, guerriglie urbane e reati in aumento nelle città. Tra le novità più rilevanti spicca il fermo preventivo: la polizia potrà trattenere fino a 12 ore manifestanti sospettati di creare pericolo alla sicurezza pubblica, con convalida a discrezione del pm. Il provvedimento riguarda chi ha precedenti negli ultimi cinque anni o è sorpreso con armi, petardi, caschi o altri strumenti che ostacolano l’identificazione.
Viene inoltre introdotto uno scudo legale per agenti e cittadini: l’iscrizione automatica nel registro degli indagati non scatterà più in caso di legittima difesa o reato commesso nell’esercizio delle proprie funzioni.
La legge inasprisce anche le pene per il porto di coltelli e armi da taglio, vietandone la detenzione ai minorenni e imponendo controlli agli esercenti; la reclusione va da sei mesi a tre anni e le sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro. Misure più dure anche per i borseggiatori, con furto per destrezza procedibile d’ufficio e ampliamento della fattispecie a cellulari, documenti e strumenti di pagamento elettronici.
Infine, chi ignora posti di blocco o fugge mettendo a rischio l’incolumità pubblica rischia fino a cinque anni di carcere, sospensione della patente e confisca del veicolo. Il pacchetto segna una svolta nella gestione della sicurezza urbana, puntando a deterrenza e maggiore tutela per cittadini e forze dell’ordine.





