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Truffa al SSN nel Cilento, medici nei guai: scattano interdizioni e sequestri per 50mila euro Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Truffa al SSN nel Cilento, medici nei guai: scattano interdizioni e sequestri per 50mila euro

Operazione della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania contro un presunto sistema di irregolarità all’interno di una clinica privata convenzionata. Su richiesta della locale Procura della Repubblica, il GIP del Tribunale ha emesso un’ordinanza cautelare che vede coinvolti tre medici, accusati a vario titolo di truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale e falso in atto pubblico.

Il cuore dell’inchiesta: il “doppio lavoro” vietato

Al centro delle indagini, condotte dai finanzieri vallesi, c’è la posizione di un medico dipendente di una struttura ospedaliera pubblica. Nonostante il suo contratto prevedesse un rapporto di esclusività con l’azienda pubblica – per il quale percepiva una specifica indennità mensile – il professionista avrebbe continuato a eseguire interventi chirurgici presso una clinica privata convenzionata nel Cilento.

Tra il gennaio 2023 e il marzo 2025, il medico avrebbe incassato illecitamente l’indennità di esclusività, per un totale di circa 36.500 euro, cifra che è stata oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo.

Falsi in cartella: l’operazione “fantasma”

Non solo truffa economica. Le indagini hanno fatto emergere inquietanti dettagli sulla gestione delle cartelle cliniche. In un caso specifico, il medico principale avrebbe modificato di proprio pugno la scheda di dimissione di un paziente, attestando falsamente l’esecuzione di un intervento chirurgico mai avvenuto, al fine di gonfiare le prestazioni.

In questo quadro si inserisce la posizione del secondo medico raggiunto da misura interdittiva: secondo l’accusa, in qualità di primo operatore nella clinica privata, avrebbe redatto cartelle cliniche false omettendo sistematicamente di indicare la presenza e l’attività chirurgica del collega “esclusivista”, coprendone di fatto l’attività illecita.

Terzo medico coinvolto: sequestrati 16mila euro

Il provvedimento ha colpito anche un terzo professionista. Anche in questo caso si ipotizza il reato di truffa aggravata: il medico, pur essendo legato da un vincolo di esclusività con una struttura pubblica situata fuori regione, avrebbe partecipato ad interventi chirurgici nella clinica privata cilentana tra il gennaio 2024 e il marzo 2025. Nei suoi confronti è stato disposto il sequestro di circa 16mila euro.

Per i primi due medici indagati, il GIP ha disposto la misura cautelare del divieto di esercitare la professione sanitaria o parasanitaria per la durata di un anno.

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