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Tangenti e sentenze alla commissione Tributaria di Salerno, chiesto il processo per 15 indagati e 6 società Cronaca 

Tangenti e sentenze alla commissione Tributaria di Salerno, chiesto il processo per 15 indagati e 6 società

Mazzette alla commissione tributaria regionale: il 16 dicembre davanti al gup di Salerno si saprà il destino processuale di quindici indagati e sei società finite nel mirino del pm Elena Guarino della Procura di Salerno che ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio.   Tra questi, due giudici: Fernando Spanò, presidente della IV sezione e Giuseppe De Camillis, vicepresidente della seconda sezione. I due avrebbero intascato tangenti per velocizzare l’esame del ricorso relativamente alle posizioni di sei aziende: la Metoda spa, Agrolatte srl, Agrolatte catering srl, Esplana spa (poi diventata srl), Facomgas e Autoshop (in liqudazione). A maggio il blitz con gli arresti che riguardavano anche imprenditori e consulenti. C’erano Giuseppe Naimoli e Salvatore Sammartino, dipendenti della segreteria della commissione tributaria regionale che – secondo le indagini veicolavano il flusso di denaro e le «correzioni» delle sentenze – quindi Cosimo Amoddio, Vincenzo Castellano, Angelo Criscuolo, Antonio D’Ambrosi, Alfonso De Vivo, Claudio Domenico Dusci, Andrea Miranda, Giuseppe Piscitelli, Aniello Russo, Teodoro Tascone. L’accusa per tutti è di concorso formale in corruzione di atti giudiziari. Dopo gli interrogatori uscirono tutti dal carcere. Tra gli indagati – denunciato a piede libero – anche  il giovane figlio del giudice, per il quale il padre aveva chiesto un lavoro con retribuzione «a nero» al gruppo Amoddio in cambio di un giudizio favorevole alla Autoshop per pendenze tributaria di oltre due milioni di euro. A carico delle società sono invece stati contestati illeciti amministrativi, molti dei quali andati avanti fino al 2019. Qualcuno procederà con il rito abbreviato, 6 in tutto, tra cui il giudice Spanò. Davanti al gup Gennaro Mastrangelo ci saranno in coinvolti nel blitz di maggio.

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