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STORIE DI REMO, UNA NOTTE PIENA DI SOLE Attualità 

STORIE DI REMO, UNA NOTTE PIENA DI SOLE

Quinta puntata

Rita era stata svegliata dal “signorino”che sfiorandole le gambe con le labbra , si inebriava dinanzi alla sua posa lasciva . Lei usava distendersi sul letto con naturalezza ,immaginando che il ragazzo fosse indifferente alla vista delle sue gustose forme discinte.
Invece,nell’incrociare lo sguardo di lui, scorse per la prima volta nei suoi occhi la lussuria che lo avvicinava tanto a quelle mitologiche divinità boscherecce, perennemente dedite a copulare con le ninfe.

 


Un fremito percorse la mente della donna, una volta dedita ai piaceri della carne ,ma ormai da lungo tempo rinchiusa in una cronica astinenza .
L’idea di essere sessualmente interessante agli occhi di quel ragazzo villoso , che aveva visto crescere e maturare piano piano nella sua selvatica virilità ,le incendiò’ improvvisamente la libido.
Dinanzi agli occhi le apparve la bellezza intrigante del peccato e fu assalita da un violento desiderio di abbandonarsi alla trasgressione .
Prese a scorrere verso l’alto il calcagno del piede tenendolo poggiato sul materasso, mentre divaricando l’altra coscia scopriva le sue palpitanti intimità. Indossava solo una larga camicia da notte di lino e il giovane ,riverso tra quelle floride forme ,era inebriato dal suo odore .
Le labbra del ragazzo entrarono in contatto con quelle profonde intimità che lei gli offriva ,poi per tutto quello che ne seguì .egli si fece guidare dal diavolo.
Conobbero entrambi il sublimarsi di un piacere irresistibile ,vendicatore di istinti repressi per anni.

 


Senza rendersene conto si mescolavano l’uno all’altra e dopo ripetuti amplessi anche fuori dal letto,si ritrovarono sul tappeto di fronte al grande finestrone ,ai piedi del telescopio puntato verso il cielo .
Quando si spensero gli affannosi sospiri ,nella stanza torno’il silenzio e l’oscurità che malcelava i corpi dei due amanti,lascio’ trapelare nella penombra la mano di lei che asciugava le gote del giovane rigate di lacrime.
Accadde che lo sguardo di entrambi si alzasse
verso l’immensità del cielo notturno ; attraverso la grande vetrata videro centinaia di stelle che illuminavano quella notte piena di sole.
Non conosco lo stato d’animo del mio anonimo lettore ,imbattutosi in queste righe appassionate ; io che le ho scritte ,nel rileggerle ,avverto ancora adesso una profonda emozione.
La taverna di Minicuccio dove si racconta questa storia ,esiste ancora ed andando in giro per i paesi dell’Alta Irpinia può capitare di incontrarla.
E’una cantina con un pergolato che copre un lungo sedile di pietra, dove i paesani hanno tramandato negli anni la storia d’amore del signorino con la sua tata.
Fu lei stessa che raccontò per la prima volta queste vicende vissute all’ultimo piano del palazzo baronale.
Lo fece nell’attiguo convento del Carmelo ,dove si ritirò dopo la morte del signorino avvenuta a causa di una polmonite.
Prese i voti e visse in quel monastero che confinava con il palazzotto.
Invecchio’ serenamente ,conducendo una vita schiva ,dedicata solo alla preghiera .
Le altre sorelle la vedevano spesso pregare camminando lungo il muro di cinta del convento ,al di qua del querceto.
Un giorno , all’alba , non scese nella cappella per la recita del “mattutino”; la monaca del refettorio, salita a chiamarla la trovò’ inginocchiata, riversa sul letto.
Aveva ancora indosso il saio ; era morta la sera ,prima di addormentarsi per sempre .
Forse la sua anima volando verso l’eternita’si era fermata un momento in quelle stanze del palazzo affianco ,dove era vissuta insieme a quel giovane villoso e nerboruto che aveva amato e le era mancato tanto.
La prossima puntata sarà’l’ultima di questa storia ,insieme triste e bella.
Vedremo ancora una volta Sonia e Gabriele rifugiarsi all’ombra delle querce in quel luogo tranquillo e misterioso.
Ma questa volta non saranno soli perché un uomo con uno zaino sulle spalle uscirà fuori da un lucernario del palazzo .Si guarderà intorno con fare circospetto e poi passerà dal tetto al muro di cinta dell’attiguo convento ,ormai deserto e abbandonato.

(Foto dal web)

 

Camily Bosch

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