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STORIE DI REMO, I GIOIELLI DEL DUCE Attualità 

STORIE DI REMO, I GIOIELLI DEL DUCE

Quarta puntata

Gill e Valeria si erano sposati alla fine del 53 ,dopo una lunga convivenza ;erano andati ad abitare con i genitori di lei, che di buon grado li avevano accolti nella loro casa.
Era una sistemazione provvisoria, perché i due giovani aspiravano ad un’abitazione tutta per loro ,dove poter avere spazi per sè e i figli.
Ma queste aspettative non trovavano al momento attuazione poiché, pur avendo entrambi trovato un lavoro ,non erano ancora economicamente pronti per “allargare” la famiglia .
La loro camera era quella in cui Gill era stato portato quando aveva patito la distorsione alla caviglia.
Tutto era rimasto come quel giorno, perfino il piccolo divano usato in quei drammatici momenti come barella, era ancora lì poggiato al muro,a lato del letto.
Piaceva molto a Valeria ed in quel posto stava proprio bene ; entrambi lo usavano per appoggiarci gli abiti quando si spogliavano per andare a letto.
Valeria stessa lo aveva restaurato, passando più volte l’olio paglierino sulla struttura di legno.
L’unica variante erano le fodere a fiori in cui aveva inserito i vecchi cuscini .
con il tessuto originale a righe verde e oro.Si era sempre proposta di far lavare i vecchi rivestimenti in raso ,ma non lo aveva fatto, per pigrizia o forse per lasciarli in quella patina appartenuta al suo passato di partigiana di cui andava fiera.
Sia lei che Gill stavano attraversando momenti straordinariamente felici ,soprattutto per il loro amore divenuto ancora più intenso.Vivevano in simbiosi, per cui ogni emozione veniva condivisa e la gioia più’ grande dell’uno era quella di stare accanto all’altra.
Una sera Gill, mentre cenavano confido’ a Valeria che un suo amico gli aveva parlato di una Fiat 500 Topolino del 48, che si vendeva a Botticino Mattina ,vicino Brescia;era in ottime condizioni ,con un prezzo molto invitante di 200 mila lire Quell’auto era il sogno che Gill coltivava da tempo e la mogliettina ,leggendo nei suoi occhi il desiderio di realizzarlo ,non ebbe il coraggio di opporsi.
Avrebbe voluto ricordargli che da qualche mese non usavano più precauzioni nel fare l’amore, perché avevano deciso di avere un bambino,che i soldi messi da parte con tanti sacrifici dovevano servire per il loro futuro, ma desistette perché non voleva deludere quel ragazzo che dalla vita non aveva mai avuto niente per lui.
Accadde quindi che Gill andasse con il suo amico a Botticino a vedere la macchina.
Questi era un meccanico molto in gamba e quando provarono l’auto rimase entusiasta al punto da dire a Gill che se non l’acquistava lui ,l’avrebbe comprata per sé .
Il colore blu intenso era freschissimo; l’auto aveva percorso pochissimi km ed era stata sempre tenuta in garage.
Il venditore aveva bisogno di soldi e la sua premura era lo spauracchio di Gill, preoccupato che l’avesse venduta a qualcun altro.Ne parlò nuovamente con Valeria; lei diede la sua approvazione e lui partì il giorno dopo;con il treno fino a Brescia e poi con la corriera per raggiungere Botticino.
Non gli sembrava vero quando girò la chiave e mise in moto l’auto dei suoi sogni; partì al primo colpo ed il giovane si sentì entusiasta come non mai.
Aveva promesso alla sua Valeria che per il fine settimana sarebbero andati un po’ in giro a visitare parenti ed amici con quella loro prima macchina.Possedere un’auto a quei tempi era un lusso e ,per una giovane coppia ,potersene permettere una era un traguardo invidiabile.
Ma un atroce destino
attendeva Gill,proprio sulle sponde dell’amato Lario ,quel lago che aveva accompagnato la sua infanzia e le vicende drammatiche della guerra,vissute sui monti con la sua innamorata .
A Tavola ,poco prima di Cernobbio ,sul lungolago transitava un camioncino che aveva sul cassone tre grossi bidoni pieni di carburante.
Uno di questi andava perdendo il suo contenuto ,sicché l’automezzo lasciava sulla strada dietro di sé una lunga scia di gasolio.
Il veicolo viaggiava a passo d’uomo ,proprio per paura che i bidoni si rovesciassero.
In quel punto la strada era in leggera discesa e Gill inebriato dalla sua bella macchina vi giungeva in quel momento viaggiando a velocità sostenuta.
Quando dopo una curva gli apparve quel camioncino che sembrava quasi fermo,istintivamente schiaccio’ il freno.
L’automobile slittò paurosamente sulla scia di carburante lasciata per strada dall’autocarro e ,dopo una violenta carambola ,finì nelle acque del lago.
Si era in piena mattinata ;a quell’ora sulla strada non transitava nessuno e neppure l’autista del camioncino si avvide del terribile incidente.
I soccorsi tardarono ad arrivare ed il povero Gill ebbe una tragica fine ,annegando nelle fredde acque del lago imprigionato in quell’auto che tanto aveva desiderato.
Valeria ,dalla perdita del giovane marito e compagno di una vita, scivolò in un periodo di buio totale.
Ad un mese dal triste evento, sia pure esortata dalla madre ,rifiutava il cibo e sembrava aver mollato la voglia di vivere.
Quei pochi alimenti che i genitori la costringevano ad ”ingerire “li rimetteva poco dopo ed ogni mattina ,durante la modesta colazione, manifestava una profonda nausea.
Ma come spesso accade ,la vita è capace di afferrarti per i capelli e rialzarti con eventi che ti scuotono ,bilanciando i drammi che ti hanno appena colpito.
La madre di Valeria accudiva la figlia con grande amore ed attenzione ed un giorno ,apprestandosi a lavare i suoi indumenti intimi ,notò una presenza di siero nel suo reggiseno .
Ne parlò con il medico e gli esami clinici che questi prescrisse a Valeria ,confermarono che la giovane era in attesa di un figlio.

 

Camily Bosch

 

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