STORIE DI REMO, GLI OCCHI DELLA LADRA
Quarta puntata
Per Bruno e Fiamma era cominciata la dolce vita milanese ,tra eccessi e trasgressioni di ogni tipo. La Sodoma e Gomorra che avevano sempre inseguito, dove lo loro natura trovasse pieno compimento ,li aveva accolti con sommo gaudio, tra feste e “festini over line”.
Nel contempo la collaborazione ultima di Bruno con Riccardo ,aveva ripreso a funzionare ,ricomponendo un binomio capace di ritrovamenti numismatici sorprendenti. Dopo la storia della palla di pietra imbottita di “aurei”, i due fecero un viaggio in Tunisia ,sulle orme dei legionari dell’Impero Romano d’Oriente.

Le paghe dei soldati partivano dal porto di Ostia e sbarcavano quasi sempre a Cartagine ,per poi proseguire verso l’interno e raggiungere i vari presidi dislocati strategicamente sui territori occupati.
La monetazione impiegata per le paghe era per lo più composta da denari d’argento e sesterzi,ma anche di aurei considerando che mentre un legionario aveva un salario di circa 300 denari all’anno ,un centurione ne guadagnava 2000 ed un tribuno quasi il doppio.
In Oriente erano impiegati più di 200.000 legionari e quindi si può immaginare l’enorme quantità di monete circolante in quei luoghi tanto lontani dalla civiltà classica.
Spesso lungo le strade costruite dai romani ,le carovane venivano attaccate dai predoni ,ben informati che sui carri erano occultati i forzieri con il denaro.
Fatalmente molte monete negli scontri cadevano sepolte nella sabbia ,ma poi altri punti di ritrovamento erano dislocati nei siti dove sorgevano i castrum .
Quivi avvenivano continuamente scontri con i ribelli locali e lo smarrimento di numismati era conseguenza ricorrente.
I cercatori locali setacciavano con rudimentali rivelatori di metallo gli antichi siti archeologici ,alla ricerca di questi reperti.
Riccardo era riuscito a stabilire contatti con loro e insieme a Bruno si era recato in quei posti sulle loro tracce. Tra un ritrovamento e l’altro i due buontemponi trovavano il tempo, soprattutto di sera di appartarsi con le ragazze che lavoravano negli hotel di Tunisi.
Quelle bellezze indigene erano disponibili con i turisti e non solo;
parlavano francese e Bruno edotto in quella lingua si faceva capire ,facilitando gli approcci anche al suo compagno di merende.
Una sera erano particolarmente su di giri perché avevano trovate monete di eccezionale rarità ; addirittura tra alcuni sesterzi la sabbia del deserto aveva restituito quello di Nerone commemorativo del porto di Ostia .Valeva un “botto” e Bruno ,in preda ad un’euforia particolare ,si era allontanato da solo in cerca di avventure nella Casba, poco prima di cena.

Riccardo intanto, distrutto dalla intensa giornata di ricerche ,aveva preso sonno sul divano della hall dell’hotel.
Quando fu il momento di cenare ,Riccardo si reco’ nella sala da pranzo pensando che Bruno era in arrivo,ma questi non si vedeva ;aveva fame e cominciò a mangiare da solo, poi alla fine stanco com’era pensò che l’amico fosse finito a passare la notte nell ‘alcova di una di quelle prostitute ammaliatrici della Casba.
Invece appena entrato nella tromba delle scale, alzando lo sguardo ,lo vide sulla sommità del soppalco del piano superiore in procinto di entrare nella sua camera abbracciato a un giovane eunuco . Sorridevano entrambi e quando Riccardo disse:
“Ma che fai ? Non avrei mai creduto che arrivassi a questo! Senza nessuna vergogna! “ Bruno per niente imbarazzato rispose:
“Amico Riccardo, anche l’imperatore Adriano si abbeverava a queste fonti” Così dicendo sparì oltre l’uscio della stanza insieme all’ilare giovinetto.
CAMILY BOSCH





