Sarno, audizione dell’assessora regionale Pecoraro: abusi edilizi e fiume senza manutenzione
Case costruite praticamente a ridosso degli argini del fiume, suolo sempre più impermeabile e una manutenzione ordinaria che da anni resta insufficiente. È un quadro preoccupante quello tracciato dall’assessora regionale all’Ambiente della Campania, Claudia Pecoraro, intervenuta in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano.
Nel suo intervento, l’esponente della giunta regionale ha puntato il dito contro l’urbanizzazione incontrollata che negli anni ha trasformato profondamente i territori attraversati dal fiume Sarno, citando in particolare il caso di San Marzano sul Sarno, dove – ha spiegato – «oggi esistono abitazioni i cui muri perimetrali coincidono con quelli di contenimento del fiume». Una situazione che, unita alla progressiva impermeabilizzazione del suolo, rende sempre più frequenti e pericolosi gli effetti delle piogge intense, con il rischio concreto di esondazioni e allagamenti.
L’audizione ha riportato al centro dell’attenzione una delle emergenze ambientali più delicate della Campania: il bacino del Sarno. Tra carenze nella manutenzione degli affluenti, interventi di dragaggio difficili da realizzare e un contenzioso legato ai danni provocati dalle alluvioni che sfiora i 100 milioni di euro l’anno, la Regione prova ora ad aprire una nuova fase di confronto con i Comuni per rafforzare il monitoraggio e la prevenzione.
“Abbiamo un problema serio sul territorio, legato alla assoluta impermeabilizzazione del suolo avvenuta ad opera delle amministrazioni locali. Penso, ad esempio, a San Marzano sul Sarno, che ha oggi case che presentano i propri muri perimetrali che coincidono con i muri di contenimento del fiume”. A sostenerlo è stata l’assessora ad Ambiente, ciclo integrato delle acque, politiche abitative e pari opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro. E’ intervenuta oggi in audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano sull’attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dall’anno 2019.
Parlando della situazione legata ai comuni attraversati dal fiume Sarno, la rappresentante della giunta guidata dal governatore Fico ha evidenziato come “l’impermeabilizzazione selvaggia del suolo di fatto provoca durante gli eventi di pioggia forte alluvioni ed esondazioni del fiume Sarno”.
“Guardo città come Firenze e Verona – ha proseguito Pecoraro – con centri storici posti in prossimità dei fiumi. Quando accadono eventi come le esondazioni, la cittadinanza ha chiara la consapevolezza dell’impermeabilizzazione, come i sindaci hanno contezza della fragilità del loro territori. C’è allora la necessità di avere interlocuzioni interistituzionali più forti.
Come giunta regionale, abbiamo già iniziato a parlare con i sindaci, a breve personalmente avrò contatti anche con il primo cittadino di Sarno. Riteniamo che sia assolutamente necessario attivare un tavolo permanente che monitori le condizioni di fragilità di quei territori. La Regione Campania conosce bene l’importanza strategica del fiume Sarno e le sue necessità, tanto da avere creato un ufficio specifico”.
“Atavica mancanza di manutenzione ordinaria”
“Sul fiume Sarno scontiamo la mancanza atavica di manutenzione ordinaria. Penso al Rio Sguazzatoio (che è un affluente del Sarno) che nel 2021 è stato interessato da un intervento da parte della Regione Campania per il dragaggio, il decespugliamento e la pulizia, anche se queste cose erano di competenza del consorzio, che però non provvedeva. Dal 2021 ad oggi nessuna manutenzione ordinaria è stata praticamente ripetuta lungo il Rio Sguazzatoio”.
A sostenerlo, nel corso di un’audizione pubblica svoltasi presso la commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, è stata Claudia Pecoraro, assessora della Regione Campania titolare tra l’altro delle deleghe all’ambiente. “Oggi – ha proseguito – la rappresentante della giunta guidata dal governatore Roberto Fico – scontiamo sicuramente un disallineamento sui tempi previsti per ciò che concerne il dragaggio. Nel letto del fiume Sarno, tra l’altro, insistono i piloni di due linee di Rfi. Con una specifica interlocuzione, stiamo chiedendo ad Rfi soluzioni per la traslazione di questi piloni, perché al momento, rispetto ai metri previsti, rischiamo di poter dragare il fiume solo per 30-40 centimetri”.
“Da alluvioni contenzioso di quasi 100 milioni l’anno”
“La Regione Campania ha un contenzioso spaventoso legato ai danni per le alluvioni provocate dal fiume Sarno”. A dirlo è l’assessora ad ambiente, ciclo integrato delle acque, politiche abitative e pari opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro. Rispondendo ad una domanda posta da uno dei componenti della commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, ha sottolineato come tale contenzioso sia relativo alle “abitazioni, ma soprattutto alle colture. Questo pezzo è stato in parte risolto attraverso il collettamento fognario: così facendo, evitiamo almeno che durante le tracimazioni del fiume vi sia anche un problema legato alle acque fognarie. Per abbattere tale contenzioso, serve investire di più sulla difesa del suolo: ciò che si è fatto per eventi straordinari deve diventare ordinario”.
Alle sollecitazioni del presidente della commissione, il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, l’assessora ha ammesso che “la valutazione complessiva del contenzioso è in fase di verifica da parte degli uffici competenti, ma parliamo di qualcosa sotto i 100 milioni di euro l’anno”. Claudia Pecoraro ha anche parlato della centrale di Carditello: “È un progetto sperimentale della Regione. Quando ci siamo insediati, era in fase embrionale. Si tratta di una strumento che, attraverso la banca dati di tutte le agenzie (Arpac, Asl, direzioni generali di Regione e Provincia), ci fornirà un’interfaccia univoca, per avere un quadro omogeneo. Sarà importante per lo studio da adottare in merito all’impatto del cambiamento climatico in vista del 2030”.





