San Marzano sul Sarno. Campo sportivo incompiuto, Annunziata: “Così si buttano soldi pubblici”
A San Marzano sul Sarno si accende lo scontro politico sul campo sportivo incompiuto, al centro di una vicenda che coinvolge risorse pubbliche, scelte amministrative e una transazione che continua a sollevare dubbi. A puntare il dito contro l’operato dell’amministrazione è il consigliere comunale di opposizione Salvatore Annunziata, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti chiedendo chiarezza sull’intera operazione.
Secondo quanto denunciato, il Comune avrebbe rinunciato a circa 300 mila euro tra penali e fideiussioni, una decisione che per l’opposizione rappresenta un passaggio grave e non adeguatamente motivato.
“Perché qui non parliamo di opinioni, ma di numeri: il Comune ha rinunciato a quasi 300 mila euro tra penali e fideiussione. E lo ha fatto senza dimostrare davvero che fosse la scelta più conveniente. Questo è il punto politico e amministrativo”, afferma Annunziata.
Una scelta che, secondo il consigliere, non troverebbe giustificazione neanche nella volontà di evitare un contenzioso legale. “È una giustificazione comoda. Dai documenti emerge che il Comune aveva tutte le condizioni per vincere. Allora perché non si è andati fino in fondo? Perché si è scelto di rinunciare subito? Sono domande a cui l’amministrazione non risponde”.
Al centro della polemica anche lo stato dell’impianto sportivo, descritto come lontano dall’essere completato e fruibile. “Raccontano la verità. Altro che opera ‘acquisita’ e vantaggio per l’ente: lì c’è un cantiere abbandonato. Strutture grezze, niente campo, niente impianti. È questo il valore restituito di oltre un milione di euro di cui parlano? Entro quanto tempo il campo sportivo sarà fruibile dai cittadini di San Marzano? Io penso, visto le condizioni in cui è stato consegnato, che passeranno anni”.
Dubbi anche sui costi complessivi dell’opera, che secondo l’opposizione presenterebbero incongruenze significative. “Sto dicendo che ci sono troppe incongruenze. Prima si parla di 700 mila euro di lavori, poi 900 mila, poi oltre 1,3 milioni. Ma qualcuno ha verificato davvero? O si è deciso tutto nelle stanze segrete?”.
Da qui la decisione di rivolgersi alla Corte dei Conti per fare piena luce sulla vicenda. “Non siamo noi a dover giudicare, per questo ho inoltrato un esposto alla Corte dei conti. Una cosa è chiara: quando si rinuncia a soldi pubblici e si acquisisce un’opera devastata, il minimo è chiedere conto di come si è arrivati a questa decisione”.
Infine, Annunziata richiama il tema della responsabilità politica, sottolineando la necessità di trasparenza verso i cittadini. “Assolutamente sì. Qui non si può nascondersi dietro le carte. I cittadini hanno il diritto di sapere se questa operazione è stata fatta nel loro interesse o se qualcuno ha sbagliato valutazioni. E qualcuno, eventualmente, dovrà risponderne”.
La vicenda resta ora al centro del confronto politico cittadino, in attesa di eventuali sviluppi e degli esiti delle verifiche richieste.





