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Salerno: studenti, docenti e genitori a difesa del Santa Caterina Amendola Attualità zonarcs 

Salerno: studenti, docenti e genitori a difesa del Santa Caterina Amendola

“Vogliono abbattere l’istituto che per anni ha fatto crescere generazioni di ragazzi del nostro quartiere”. Studenti, docenti e personale scolastico dell’Istituto S. Caterina/Amendola di Salerno, mobilitati per scongiurarne la scomparsa.

Al centro della protesta c’è il piano di dimensionamento scolastico, che prevede la chiusura definitiva dell’istituto e lo smembramento degli indirizzi di studio, destinati ad altre scuole. Una scelta che, secondo la comunità scolastica, segnerebbe la fine di un presidio storico e formativo fondamentale per la zona orientale della città.

Negli ultimi anni, spiegano promotori e firmatari della petizione lanciata online, la scuola è stata protagonista di un importante processo di crescita grazie ai fondi PNRR e PON, che hanno permesso la realizzazione di laboratori all’avanguardia: dalle cucine professionali ai laboratori di chimica, fisica e microbiologia, fino a quelli di informatica, marketing, ceramica e turismo. Strutture moderne, costate centinaia di migliaia di euro, che difficilmente potrebbero essere trasferite altrove senza disperdere risorse e competenze.

La chiusura dell’istituto avrebbe inoltre un impatto diretto sul territorio: studenti costretti a spostarsi in altre zone della città e il rischio concreto che spazi d’eccellenza restino inutilizzati, privando il quartiere di un punto di riferimento educativo e sociale.

Alla protesta, però, si affianca anche una proposta alternativa. La comunità scolastica chiede infatti a Provincia e Regione di valutare un accorpamento strategico con l’Istituto Nautico “Giovanni XXIII”, dando vita a un Polo del Turismo Itinerante e del Mare, una vera e propria Academy del Mare e dell’Ospitalità. Un progetto che, secondo i promotori, potrebbe garantire sbocchi occupazionali concreti nei settori della nautica, delle crociere e del turismo di alto livello.
“La nostra firma può fare la differenza», è l’appello finale. «Non permettiamo che un calcolo burocratico cancelli anni di investimenti e il futuro professionale dei giovani”.

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