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Roccapiemonte: Casa dell’Acqua nove anni dopo, Trezza: “Il sindaco si vanta, ma di cosa?” Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Roccapiemonte: Casa dell’Acqua nove anni dopo, Trezza: “Il sindaco si vanta, ma di cosa?”

Luisa Trezza, consigliera comunale di minoranza e già assessore dell’amministrazione del sindaco Andrea
Pascarelli (2012–2017), interviene per fare chiarezza dopo le dichiarazioni del sindaco sulla riattivazione della
Casa dell’Acqua di via Berlinguer.
Il Sindaco ha dichiarato: «Non mi sono mai perso d’animo», riferendosi all’attivazione della Casa dell’Acqua.
«Dopo quasi nove anni di amministrazione, il sindaco Carmine Pagano non può vantarsi di un’opera
acquistata con fondi comunali dal Comune di Roccapiemonte nel 2016, durante l’amministrazione Pascarelli
– dichiara Luisa Trezza – né può affermare che l’opera per la quale si sta spendendo da ben nove anni fosse
stata abbandonata dall’amministrazione precedente. Si tratta di un’affermazione che stride con la realtà dei
fatti.
Questa struttura – continua la consigliera Trezza – avrebbe dovuto essere un modello di gestione pubblica
virtuosa, con doppio erogatore, ecocompattatori, monitor informativo, telecamere e tessere ricaricabili da
distribuire a tutte le famiglie del paese (che l’amministrazione Pascarelli, tramite l’assessore al ramo
Domenico Avagliano, provvide ad acquistare). Invece, il sindaco Pagano e la sua fallimentare
amministrazione, dopo nove anni, hanno generato solo perdite economiche e addossato le colpe agli altri,
dagli atti vandalici fino agli amministratori di dieci anni fa.
Dopo quattro anni di amministrazione, nel 2020 – ricorda la consigliera Luisa Trezza – Pagano riuscì finalmente
a mettere in funzione la Casa dell’Acqua affidandola a un privato (l’amministrazione Pascarelli invece si era
impegnata per una gestione completamente pubblica, anche in coerenza con la lotta che il comune stava
conducendo per l’acqua pubblica dell’acqua contro il gestore privato dell’ATO 3 Sarnese-vesuviano), ma
generando grosse perdite economiche. Tra costi di gestione e manutenzione, il servizio costava circa 12 mila
euro annui, a fronte di un introito di circa mille euro. Dinanzi a tale fallimento, il dirigente dell’ufficio tecnico
,anche a seguito delle mie interrogazioni consiliari,non rinnovò più il contratto.
Oggi il primo cittadino, con toni trionfalistici, ci comunica che dopo nove anni finalmente la Casetta dell’Acqua
tornerà in funzione – osserva la consigliera Trezza – peccato che il progetto iniziale, portato avanti
dall’amministrazione Pascarelli e che non fu completato unicamente per mancanza di tempo,
dall’installazione della Casa alla scadenza del mandato passò meno di un anno – sottolinea la consigliera di
minoranza -sia stato stravolto. Ed oggi, dopo nove anni, il sindaco Carmine Pagano ha la faccia tosta di gettare
discredito su quell’amministrazione e di lodarsi per l’impegno profuso.
Riguardo al progetto originario, la Casa dell’Acqua prevedeva una gestione pubblica, sostenibile e innovativa,
con il coinvolgimento delle scuole e dei commercianti locali in un circolo virtuoso di premialità. Peccato che
nelle parole autocelebrative del sindaco non vi sia nulla di tutto questo.
Se dopo quasi un decennio il problema è ancora di chi c’era prima, allora il problema non è il passato, ma
l’incapacità di governare il presente.
Roccapiemonte merita amministratori che risolvano i problemi, non che li raccontino. Merita risultati, non
autocelebrazioni tardive» conclude la consigliera Luisa Trezza.

 

 

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