Ravello riabbraccia la sua storia: dopo sei anni torna la suggestiva Via Crucis in costume
Dopo un’attesa durata sei anni, Ravello si prepara a rivivere uno degli appuntamenti più profondi e identitari della sua tradizione: la Via Crucis in costume. Domenica 29 marzo, a partire dalle ore 20, le vie del centro torneranno ad immergersi nelle atmosfere della Gerusalemme duemila anni fa per un evento che, negli anni, ha saputo attrarre spettatori provenenti anche da oltre confine.
La macchina organizzativa, guidata dall’associazione Ravello in Scena, con la regia di Alfonso Mansi, il patrocinio del Comune di Ravello ed il sostegno della Fondazione Ravello, ha lavorato meticolosamente per garantire un impatto visivo e spirituale totale. Per l’occasione, la città cambierà volto: le insegne moderne saranno occultate e l’illuminazione pubblica verrà spenta. Il percorso sarà rischiarato esclusivamente dal bagliore tremante di torce a cherosene, creando un’atmosfera di assoluto raccoglimento.
L’imponente messa in scena vedrà il coinvolgimento di circa trecento figuranti e oltre trenta attori, impegnati a ricostruire con rigore storico le ultime ore di vita di Gesù.
“Dopo la prima edizione avvenuta del 1978, le strade e le piazze di Ravello torneranno a divenire teatro della Via Crucis in costume, dopo una lunga assenza durante la quale si è lavorato per ridare nuovo slancio ad una iniziativa candidata ad aprire il cartellone di eventi primaverili ed estivi – dichiara il sindaco, Paolo Vuilleumier – Sarà un momento di profonda commozione e di immenso orgoglio. La storia e la fede torneranno a battere nel cuore della nostra città, facendo rivivere una delle tradizioni più sentite e suggestive della nostra comunità, che custodisce le proprie radici e che sa tradurre la devozione in un’opera collettiva di straordinaria bellezza. La Via Crucis è il risultato di mesi di lavoro silenzioso per il quale ringrazio la Fondazione Ravello che ha voluto finanziare l’iniziativa, l’associazione Ravello in Scena, i volontari, gli attori e tutti coloro che, dietro le quinte, hanno reso possibile questo miracolo organizzativo. Senza dimenticare il contributo degli operatori economici locali, la collaborazione degli organi di Protezione Civile e Croce Rossa Italiana che con la disponibilità e la generosità di sempre assicurano la migliore riuscita di un evento che oggi più che mai ci parla di sacrificio, speranza e rinascita”.
La narrazione itinerante si articolerà attraverso i luoghi più iconici della città. La prima scena si svolgerà in piazza Fontana Moresca, con Gesù che ammaestra la folla nell’orto degli ulivi e con la consegna del Padre Nostro e delle Beatitudini, in un momento di intima dolcezza tra i bambini e la chiamata alla sequela dei dodici apostoli.
Poco più avanti sarà allocata la scena del dibattito nel Sinedrio, con i Sacerdoti di Caifa: un confronto acceso che porterà all’arresto di Gesù, consegnato proprio da uno dei dodici: Giuda l’Iscariota.
Agonizzante, Cristo sarà tratto in arresto e processato davanti al Sinedrio: Caifa, stracciandosi le vesti, lo consegnerà per il giudizio definitivo al procuratore Ponzio Pilato.
La scena del Pretorio sarà in piazza San Giovanni del Toro, sul sagrato dell’omonima Chiesa millenaria: qui l’ufficiale romano si troverà costretto a condannare Gesù a causa della pressione dei sacerdoti prima e della folla dopo, pur ritenendosi non responsabile del sangue di quest’Uomo.
È sempre in piazza San Giovanni del Toro che avrà luogo una scena di una forte soavità: la Madonna in cerca del suo figlio, che prega affinché i sassi della via possano non ingombrare mai il suo cammino stanco.
Sorretta da Giovanni, Maria si porterà lungo la via della Croce per accostarsi al suo Unigenito nell’ora del dolore.
Il corteo si snoderà poi verso piazza Vescovado, scandito dalle cadute di Gesù caricato della Croce, l’incontro con la Veronica che gli asciugherà il volto di sangue e sudore, il Cireneo che lo aiuta a portare la Croce e l’incontro con le affrante donne di Gerusalemme.
Giunti in Piazza Vescovado sarà il momento della scena di Giuda, il traditore, che, nello sconforto più profondo, si impiccherà al ramo di un albero.
Ai piedi della scala del Duomo di Ravello sarà rappresentato il doloroso lamento della pia donna che inciterà il suo Signore a stringere la Croce a favore di tutta l’umanità, redenta dal suo sangue prezioso.
Sul sagrato del Duomo poi avrà luogo la scena della Crocifissione e Morte di Gesù in Croce: un momento di sentito raccoglimento ai piedi del prestigioso corpo ligneo realizzato in cartapesta dal Maestro Pietro Indino di Lecce.
Il corteo si porterà infine presso la chiesa di Santa Maria a Gradillo per la struggente scena conclusiva: il commiato della Madre al Figlio esanime.





