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Porto di Salerno, il Codacons scende in campo contro l’ampliamento: “A rischio spiagge, ambiente e diritti dei cittadini” Attualità zonarcs 

Porto di Salerno, il Codacons scende in campo contro l’ampliamento: “A rischio spiagge, ambiente e diritti dei cittadini”

Il Codacons Salerno aderisce ufficialmente alla battaglia contro l’ampliamento del porto commerciale, sollevando forti perplessità su un progetto che, secondo l’associazione, rischia di compromettere in modo irreversibile gli ultimi spazi pubblici costieri ancora accessibili ai cittadini.

Nel mirino finiscono in particolare le spiagge pubbliche a ridosso del molo e il possibile ridimensionamento del litorale di Marina di Vietri sul Mare e Cetara, aree di grande valore paesaggistico e ambientale. Secondo il Codacons, sacrificare questi tratti di costa in nome di un presunto sviluppo economico appare una scelta priva di una reale visione strategica e di adeguati criteri di sostenibilità.

A sottolineare le criticità è il presidente Codacons Campania, l’avvocato Matteo Marchetti:
«Troppe cose non sono chiare: non sono evidenti gli effetti positivi sull’economia derivanti dal prolungamento della banchina, né risultano sufficientemente approfondite le incidenze ambientali di un’opera di tale portata. A ciò si aggiunge l’assenza di informazioni pubbliche sulle misure di mitigazione previste».

Sulla stessa linea l’avvocato Pierluigi Morena, che annuncia una possibile iniziativa a livello internazionale:
«Il Codacons proporrà alle altre associazioni e ai comitati di presentare un dossier all’UNESCO, affinché anche gli enti sovranazionali prendano posizione su beni che essi stessi riconoscono come di pregio paesaggistico».

L’associazione ribadisce come non tutto possa essere piegato alle logiche del profitto e della speculazione, invitando le autorità competenti a concentrarsi su interventi concreti e realmente utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini, in linea con le normative europee.

In questo quadro, il Codacons chiede all’Autorità portuale e, per quanto di competenza, al Comune di Salerno, di attivarsi su più fronti: dalla trasparenza sui tempi di apertura di Porta Ovest, all’istituzione di una task force per l’integrazione tra città e porto, fino alla creazione di un ecosistema città-porto più sostenibile.

Tra le richieste figurano anche il monitoraggio permanente della qualità dell’aria e delle acque, la pubblicazione dei dati ambientali, il rispetto del principio “chi inquina paga”, l’istituzione di un presidio stabile della Polizia municipale in via Porto e l’apertura di un dibattito pubblico per abbattere le barriere fisiche e simboliche tra lo scalo marittimo e la città.

«Questa è la vera svolta di cui ha bisogno Salerno – conclude il Codacons – non opere faraoniche o inutili, ma una politica delle cose possibili, condivisa con i cittadini e rispettosa dell’ambiente e del territorio».

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