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Nicola Giacumbi, 46 anni fa l’omicidio del procuratore ucciso sotto casa a Salerno Attualità zonarcs 

Nicola Giacumbi, 46 anni fa l’omicidio del procuratore ucciso sotto casa a Salerno

Sono trascorsi 46 anni dall’uccisione del magistrato Nicola Giacumbi assassinato il 16 marzo 1980 a Salerno da un commando delle Brigate Rosse. In occasione dell’anniversario, l’Associazione Nazionale Magistrati ha voluto ricordarne la figura con un messaggio pubblicato sui propri canali social. “A Salerno si era occupato in particolare di inchieste su corruzione e criminalità organizzata. Era conosciuto per la sua altissima professionalità e apprezzato per il suo profondo spirito di servizio” si legge nel post dell’ANM dedicato alla memoria del magistrato.

Era una domenica sera quando Giacumbi, all’epoca procuratore facente funzioni, stava rientrando a casa con la moglie. Nei pressi del portone della sua abitazione, a pochi passi dal palazzo di giustizia dove lavorava, fu raggiunto alle spalle da un attentatore che aprì il fuoco, uccidendolo. L’omicidio venne poi rivendicato da una cellula salernitana delle Brigate Rosse. La moglie del magistrato rimase illesa, mentre il figlio – che all’epoca aveva appena cinque anni – si trovava dai nonni e seppe solo alcuni giorni dopo della morte del padre. Nel momento in cui accettò l’incarico di procuratore facente funzioni, Giacumbi aveva rifiutato la scorta, pronunciando parole rimaste nella memoria della città: “Non voglio mettere in pericolo la vita di altri padri di famiglia”. Un gesto che testimonia il senso di responsabilità e l’etica professionale del magistrato. Oggi Salerno continua a custodire la memoria di Giacumbi. Una lapide commemorativa è stata collocata nell’aiuola tra il vecchio tribunale e la sua abitazione, mentre la torre F della cittadella giudiziaria, sede della Procura, porta il suo nome. Un modo per ricordare il sacrificio di un magistrato che pagò con la vita la difesa dello Stato e della legalità.

 

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