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Morti sul lavoro, 102 vittime nel 2025: Campania in zona rossa Attualità zonarcs 

Morti sul lavoro, 102 vittime nel 2025: Campania in zona rossa

Raramente, nel corso degli ultimi 17 anni, ci è capitato di registrare un decremento della mortalità per due mesi consecutivi. Questo risultato è particolarmente rilevante perché lascia intravedere una possibile inversione di tendenza, che ci auguriamo possa consolidarsi nei prossimi mesi. Nonostante il miglioramento, il numero dei decessi resta comunque significativo: le vittime totali sul lavoro nel bimestre gennaio-febbraio sono 102, il 26,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, quando i decessi erano 138”.

 

Questo il commento dell’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, all’ultima dettagliata indagine elaborata dal proprio team.

IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD

A finire in zona rossa a febbraio 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 3,0 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. In zona gialla: Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia. In zona bianca: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche. Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta al momento non hanno registrato vittime in occasione di lavoro, pertanto, l’indice di incidenza è pari a zero.

MORTI E INFORTUNI IN ITALIA A FEBBRAIO 2026

A febbraio 2026 sono 102 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 72 in occasione di lavoro (29 in meno rispetto a febbraio 2025) e 30 in itinere (7 in meno rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (13). Seguono: Toscana (9), Campania (8), Piemonte e Lazio (7), Sicilia e Veneto (6), Emilia-Romagna e Liguria (4), Puglia (3), Molise, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche (1).

(Nel report il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

A febbraio 2026, guardando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (12,7). Seguono la fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (5,7) e quella compresa tra i 55 e i 64 anni (4,6).

Numericamente, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (26 vittime su un totale di 72).

DONNE E INFORTUNI MORTALI: VITTIME QUASI DIMEZZATE RISPETTO AL 2025

In totale sono 8 le donne decedute nel 2026 (7 in meno rispetto al 2025). Di queste, 5 hanno perso la vita in occasione di lavoro (2 in meno del 2025) e 3 in itinere (5 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE PIÙ CHE TRIPLO

Sono 30 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 102, di cui 21 deceduti in occasione di lavoro e 9 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 8,1 morti ogni milione di occupati, contro il 2,4 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI A FEBBRAIO 2026

Alla fine di febbraio 2026 i settori più colpiti sono Trasporti e Magazzinaggio, Attività Manifatturiere e Costruzioni.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI A FEBBRAIO 2026

Il giovedì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a febbraio 2026 (22,2%). Seguito da lunedì e venerdì (19,4%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE FEBBRAIO 2026: IN LIEVE AUMENTO + 2,6%

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine febbraio 2026 sono 91.912, leggermente in aumento rispetto alle 89.556 di febbraio 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (8.980). Seguono: Sanità (4.932), Costruzioni (4.460), Trasporto e Magazzinaggio (4.346), e Commercio (4.304).

A febbraio 2026 le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 35.057 (28.122 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 56.855 (50.124 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce dei lavoratori stranieri sono 18.675 su 91.912 (circa 1 su 5); 15.798 in occasione di lavoro su un totale di 78.246 (ancora circa 1 su 5).

COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

LA ZONIZZAZIONE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA E AMBIENTE VEGA

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

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