Morte del piccolo Domenico, Nas di nuovo al Monaldi
Proseguono anche oggi, domenica, le attività investigative dei carabinieri del Nas sulla morte del piccolo Domenico, spentosi ieri al Monaldi. I militari sono tornati stamane nell’ospedale partenopeo nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura partenopea (con l’aggiunto Ricci e il sostituto Tittaferrante) dopo aver proceduto ieri alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.
tanto emerge un ulteriore particolare. Reso noto dal legale della famiglia di Domenico, l’avvocato Francesco Petruzzi. «Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione – rivela – ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato. Domani mattina torno in Procura per segnalare l’anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l’hanno fatto». Nella giornata di ieri erano stati sequestrati i cellulari dei medici indagati, per verificare le comunicazioni intercorse durante il trasporto del cuore e durante il trapianto. Inoltre, l’inchiesta potrebbe allargarsi anche ai sanitari di Bolzano coinvolti nel trasporto, dopo che la Procura altoatesina ha trasferito la documentazione a quella di Napoli. L’attività di recupero atti sta proseguendo anche in vista dell’esame autoptico che si terrà nei prossimi giorni.
Un punto focale delle indagini riguarda la disponibilità dei box tecnologici, nello specifico quelli dotati di termostato, in dotazione al Monaldi. Oltre all’aspetto che riguarda l’utilizzo del ghiaccio secco, utilizato durante il trasporto dell’organo al posto del classico ghiaccio subito dopo l’espianto all’ospedale San Maurizio di Bolzano.





