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Mazzette e sentenze, chiesti 12 anni per il giudice e l’imprenditore Cronaca Primo piano 

Mazzette e sentenze, chiesti 12 anni per il giudice e l’imprenditore

Giudici corrotti alla commissione tributaria, il pubblico ministero del Tribunale di Salerno Elena Guarino ha chiuso altre tre requisitorie. Chiesti sette anni di reclusione per il giudice Giuseppe De Camillis e 5 per l’ex onorevole Teodoro Cascone. Una istanza di pena alta rispetto alle altre perché i due non avrebbero avuto spirito collaborativo con il magistrato inquirente. Altre due richieste di condanne a due anni di reclusione per gli imputati Antonio D’Ambrosi di Nocera Inferiore e Angelo Criscuolo di Ascea. Assoluzione, invece, è la richiesta fatta dalla pubblica accusa per l’avvocato Alfonso De Vivo e la società Facomgas di Castel San Giorgio. Sentenza il prossimo 10 maggio. Alla scorsa udienza-scrive Metropolis- invece, il pubblico ministero Elena Guarino, tra la diminuente prevista dal rito abbreviato e le attenuanti concesse per la collaborazione resa alla pubblica accusa, aveva chiesto la pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per tre imputati di primo piano dell’inchiesta “Ground zero”: l’ex giudice tributario Fernando Spanò di Pomigliano d’Arco, i segretari della commissione Giuseppe Naimoli di Salerno e Salvatore Sammartino di Sarno. Assoluzione, invece, è stata la richiesta avanzata per Franco Spanò, figlio di Fernando. Finora sono arrivati all’udienza preliminare solo gli imputati del primo blitz, avvenuto a maggio dello scorso anno quando esplose lo scandalo che travolse giudici, funzionari e commercialisti della sede dell’Agenzia delle Entrate di via degli Uffici Finanziari. Sono stati rinviati a giudizio al prossimo mese di maggio il ragioniere Vincenzo Castellano (di Ariano Irpino) dell’omonimo studio di consulenza societaria e tributaria e Andrea Miranda di San Valentino Torio. Il gup ha poi accolto i patteggiamenti già richiesti da quattro imprenditori, ritenendo non necessario il risarcimento del profitto o del danno (disponendo, quindi, la restituzione degli assegni che erano già stati depositati) agganciando l’ammissibilità del patteggiamento al consenso del pm che si era già pronunciato a favore ed aggiornando così questo specifico troncone di udienza a fine mese. A ottobre un altro blitz conseguenza di quello di maggio del 2019. Fondamentali per il blitz infatti le informazioni ricevute dai precedenti indagati finiti in manette che, durante gli interrogatori, avrebbero ammesso le proprie responsabilità in relazione ad alcuni episodi di corruzione fornendo notizie anche su altri indagati e su analoghi episodi. I riscontri avrebbero così permesso di risalire ad altre 10 sentenze di secondo grado, della commissione tributaria regionale sezione distaccataGiudici corrotti alla commissione tributaria, il pubblico ministero del Tribunale di Salerno Elena Guarino ha chiuso altre tre requisitorie. Chiesti sette anni di reclusione per il giudice Giuseppe De Camillis e 5 per l’ex onorevole Teodoro Cascone. Una istanza di pena alta rispetto alle altre perché i due non avrebbero avuto spirito collaborativo con il magistrato inquirente. Altre due richieste di condanne a due anni di reclusione per gli imputati Antonio D’Ambrosi di Nocera Inferiore e Angelo Criscuolo di Ascea. Assoluzione, invece, è la richiesta fatta dalla pubblica accusa per l’avvocato Alfonso De Vivo e la società Facomgas di Castel San Giorgio. Sentenza il prossimo 10 maggio. Alla scorsa udienza, invece, il pubblico ministero Elena Guarino, tra la diminuente prevista dal rito abbreviato e le attenuanti concesse per la collaborazione resa alla pubblica accusa, aveva chiesto la pena di 1 anno e 8 mesi di reclusione per tre imputati di primo piano dell’inchiesta “Ground zero”: l’ex giudice tributario Fernando Spanò di Pomigliano d’Arco, i segretari della commissione Giuseppe Naimoli di Salerno e Salvatore Sammartino di Sarno. Assoluzione, invece, è stata la richiesta avanzata per Franco Spanò, figlio di Fernando. Finora sono arrivati all’udienza preliminare solo gli imputati del primo blitz, avvenuto a maggio dello scorso anno quando esplose lo scandalo che travolse giudici, funzionari e commercialisti della sede dell’Agenzia delle Entrate di via degli Uffici Finanziari. Sono stati rinviati a giudizio al prossimo mese di maggio il ragioniere Vincenzo Castellano (di Ariano Irpino) dell’omonimo studio di consulenza societaria e tributaria e Andrea Miranda di San Valentino Torio. Il gup ha poi accolto i patteggiamenti già richiesti da quattro imprenditori, ritenendo non necessario il risarcimento del profitto o del danno (disponendo, quindi, la restituzione degli assegni che erano già stati depositati) agganciando l’ammissibilità del patteggiamento al consenso del pm che si era già pronunciato a favore ed aggiornando così questo specifico troncone di udienza a fine mese. A ottobre un altro blitz conseguenza di quello di maggio del 2019. Fondamentali per il blitz infatti le informazioni ricevute dai precedenti indagati finiti in manette che, durante gli interrogatori, avrebbero ammesso le proprie responsabilità in relazione ad alcuni episodi di corruzione fornendo notizie anche su altri indagati e su analoghi episodi. I riscontri avrebbero così permesso di risalire ad altre 10 sentenze di secondo grado, della commissione tributaria regionale sezione distaccata di Salerno, che sarebbero state pilotate a favore di privati in cambio di denaro.

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