La figuraccia del Benevento sia da insegnamento: l’erba del vicino non è sempre più verde
Dall’entusiasmo iniziale al pessimismo cosmico. Salerno, da questo punto di vista, non si smentisce mai. Spreca fiato Marco Mezzaroma quando predica equilibrio invitando tutti a non esaltarsi nè a deprimersi nel giro di una settimana. Al netto di tante considerazioni anche condivisibili e di critiche che possono essere utili soltanto se costruttive, la Salernitana in totale emergenza e con qualche torto arbitrale clamoroso è quarta in classifica a 3 punti dalla vetta, ha prodotto a tratti un bel gioco e si sta esprimendo a livelli discreti con 6-7 giocatori in infermeria e tanti altri in ritardo di condizione, senza dimenticare che è la seconda squadra più giovane del campionato e un gruppo completamente nuovo guidato da un allenatore che trasmette idee non certo assimilabili in poche settimane. Altrove, in uno status del genere, si commenterebbe l’avvio di stagione con ottimismo, qui invece si trova sempre il pelo nell’uovo scadendo in analisi “patologiche” e che viaggiano in una direzione poco credibile o in cattiva fede: se la Salernitana vince è stata fortunata o l’avversario era scarso, se perde o pareggia c’è galleggiamento, non si vuole andare in serie A, servono 10 innesti a gennaio e la società deve andare via. Così non si crescerà mai e purtroppo ha ragione Lotito quando invita tutti a chiedersi come mai in 100 anni di storia questa piazza abbia visto la massima categoria soltanto due volte.
Proviamo a guardare anche le altre, allora. Il Benevento, la presunta corazzata ammazzacampionato che ha usufruito di un paracadute dopo la mortificante retrocessione dalla A, ha beccato 4 gol a Pescara. Quel Pescara che a Salerno è stato surclassato dalla più bella Salernitana dell’era Lotito-Mezzaroma. I giallorossi, pur avendo Sau, Coda, Insigne, Armenteros e tanti altri, hanno fatto gli stessi gol dei granata, stentano fuori casa e anche qui hanno vinto senza che Micai dovesse fare una sola parata. Il Frosinone è partito malissimo mantenendo la rosa della serie A, a Cremona hanno già cambiato allenatore e Ciofani-Ceravolo è tandem che ha segnato quanto Jallow ed è costato oltre 3 milioni di euro. L’Empoli schiacciasassi ha preso due gol contro un Trapani fanalino di Coda e pieno di problemi societari, lo stesso Spezia che spende sempre tanto sta faticando ad uscire dalla zona retrocessione. E allora basta pensare che l’erba del vicino sia sempre più verde, che tutti siano più forti ed ambiziosi. I numeri inducono ad essere ancora fiduciosi, l’atteggiamento della squadra è di quelli giusti e nel tempo non si potrà che migliorare. Per buona pace di quei soloni che sono riemersi dagli abissi al 90′ di Salernitana-Perugia e che vogliono destabilizzare restando comodamente a casa sul divano. Per fortuna i tifosi, quelli veri, hanno capito che tante cose stanno cambiando e stanno rispondendo alla grande. Ma su questo non c’erano dubbi. (fonte Granata Cento)





