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LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA! MA QUESTO ASSIOMA È ACCETTABILE? L'Avvocato risponde 

LA COSTITUZIONE NON SI TOCCA! MA QUESTO ASSIOMA È ACCETTABILE?

L’avvocato Simone Labonia ci illustra come questa frase, spesso usata in maniera plateale e politicizzata, non risponda alla realtà dei fatti!

L’espressione “la Costituzione non si tocca” è diventata, nel dibattito pubblico, uno slogan identitario. Ma dal punto di vista giuridico e storico, la frase appare quantomeno incongruente. La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, non è mai stata concepita come un testo immutabile: al contrario, i Padri costituenti inserirono all’articolo 138 un preciso meccanismo di revisione costituzionale, proprio per consentire adattamenti nel tempo.
La rigidità della Costituzione italiana non significa intangibilità, bensì che le modifiche richiedono un procedimento aggravato: doppia deliberazione di ciascuna Camera e, in determinati casi, referendum confermativo.
Se davvero “non si toccasse”, non esisterebbe questa procedura.

I numeri smentiscono lo slogan. Dal 1948 ad oggi la Carta è stata modificata decine di volte. Le leggi costituzionali approvate sono oltre 40 e hanno inciso su parti rilevanti dell’ordinamento. Tra le riforme più significative si possono ricordare quella del 2001, che ha ampliato le competenze delle Regioni; la riforma del 2012 che ha introdotto il principio del pareggio di bilancio; la riduzione del numero dei parlamentari nel 2020; l’abbassamento dell’età per l’elettorato attivo al Senato nel 2021; e, più recentemente, l’inserimento della tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali nel 2022.
Altre riforme, pur approvate dal Parlamento, sono state respinte dal corpo elettorale tramite referendum costituzionale, come nel 2006 e nel 2016.

Ciò dimostra che la Costituzione si può “toccare”, ma solo seguendo regole rigorose e con il possibile controllo diretto dei cittadini.

L’incongruenza della frase, dunque, è evidente: la Costituzione non è un testo sacro e immobile, bensì una legge fondamentale rigida ma modificabile. La sua forza non risiede nell’essere intoccabile, bensì nell’equilibrio tra stabilità e capacità di evolversi.
Dire “non si tocca” può avere un valore politico o simbolico, come richiamo alla prudenza contro riforme avventate. Tuttavia, sul piano giuridico, la storia repubblicana dimostra l’esatto contrario: la Carta è stata toccata molte volte. E proprio questa possibilità di revisione, disciplinata e controllata, rappresenta uno degli elementi di maggiore maturità della nostra democrazia costituzionale.

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