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India-Europa, inizia la partita. Vivone (Fedapi): “Senza le pmi gli accordi restano sulla carta” Attualità Italia e Mondo zonarcs 

India-Europa, inizia la partita. Vivone (Fedapi): “Senza le pmi gli accordi restano sulla carta”

Con la firma dell’accordo commerciale tra Unione Europea e India si apre una nuova fase nei rapporti economici globali, che coinvolge uno dei mercati a più alto potenziale di crescita al mondo. Ma perché questa partita possa tradursi in risultati concreti per l’economia reale, è necessario ampliare il perimetro della rappresentanza, andando oltre la sola grande industria. A sostenerlo è Pietro Vivone, presidente di FedAPI.

«India–Europa è una sfida economica enorme – dichiara Vivone – ma non può essere affrontata guardando esclusivamente alle grandi imprese. Accanto a esse è indispensabile ascoltare e coinvolgere in modo strutturato le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura produttiva del nostro Paese».

I numeri spiegano bene la posta in gioco. Nel 2024 l’export complessivo italiano ha superato i 623 miliardi di euro, ma le esportazioni verso l’India si attestano a circa 5,2 miliardi, pari a meno dell’1% del totale. «Questo dato – osserva Vivone – dimostra che l’India non è ancora un mercato maturo per le nostre imprese, ma proprio per questo rappresenta una grande opportunità di crescita, soprattutto se accompagnata da politiche e strumenti adeguati per le PMI».

Secondo FedAPI, senza un reale coinvolgimento del tessuto produttivo diffuso, il rischio è che i benefici degli accordi internazionali restino concentrati su pochi grandi operatori. «Le PMI sono quelle che più di tutte subiscono l’impatto di dazi, regole tecniche, procedure e costi di adeguamento. Se non vengono messe nelle condizioni di competere, questa partita rischia di essere giocata solo da pochi».

Per questo la Federazione ha avviato un confronto con altre associazioni europee, con l’obiettivo di costruire una posizione comune capace di portare le istanze delle PMI nei tavoli di confronto continentali. Parallelamente, FedAPI ha attivato una survey nazionale rivolta alle imprese italiane, per raccogliere direttamente valutazioni, aspettative e criticità legate ai nuovi accordi commerciali.

«Vogliamo partire dai dati e dall’esperienza concreta delle imprese – spiega Vivone – perché una rappresentanza efficace non si costruisce a posteriori, ma prima che le decisioni producano effetti».

Sulla base dei risultati della consultazione e del dialogo europeo avviato, nel corso del prossimo mese FedAPI predisporrà un vero e proprio piano di espansione, pensato per accompagnare le PMI nei percorsi di internazionalizzazione e trasformare l’accordo India-Europa in opportunità accessibili, sostenibili e misurabili.

«La partita è iniziata – conclude Vivone –. Ora dobbiamo fare in modo che anche le PMI possano scendere in campo, con strumenti adeguati e una rappresentanza all’altezza delle nuove sfide globali».

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