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Galderisi: “Lotito e Mezzaroma pensano in grande” Sport 

Galderisi: “Lotito e Mezzaroma pensano in grande”

“La serie B è il campionato della confusione. Non è possibile che le squadre vadano in ritiro a luglio e a San Matteo non sappiano se il format è a 19 oppure a 22 squadre. Bisogna fermarsi: stiamo facendo
ridere la gente“. Inizia così l’intervista di Giuseppe “Nanu” Galderisi rilasciata al quotidiano La Città oggi in edicola. Il tecnico, originario del quartiere Fratte, ha guidato la Salernitana ed ha indossato la casacca del Padova, nella sua ultima esperienza da calciatore. Galderisi tenne a battesimo i granata nel nuovo stadio Arechi, il 9 settembre 1990: con il suo Padova, ultima squadra italiana nella quale ha militato, prima del trasferimento negli Stati Uniti.

L’ALBUM DEI RICORDI

“Era la Salernitana di Pasa e Ceramicola, ma anche di Marco Pecoraro Scanio. E’ stato un onore per me averlo come dirimpettaio in quel giorno speciale. Era il giorno del vento nuovo granata, era la stagione del grande ritorno in serie B con Peppino Soglia al timone e noi venimmo all’Arechi in uno stadio che era già bolgia due ore prima. C’erano DI Livio e Benarrivo, era un grande Padova ma anche una grande Salernitana, che non meritò di retrocedere”.

L’AVVENTURA SULLA PANCHINA DELLA SALERNITANA

“Non porto rancore, anzi credo che prima o poi a Salerno ci ritornerò. Ritengo che avremmo potuto costruire comunque qualcosa di buono in Seconda Divisione, ma fu così rapida la decisione dell’esonero che – a mente fredda – l’ho vissuta poi con animo leggero e quasi mi sono convinto di non averla allenata, la Bersagliera. Insomma devo ancora farlo. E’ una sensazione strana: l’ho maturata da quando, nel giro di due mesi, ho perso mio padre Francesco e mio cognato Luigi Rinaldi. Loro per me sono la Salernitana e la salernitanità, quella che mi porto dentro pensando alle domeniche trascorse a scavalcare recinzioni, allo stadio Vestuti”.

IL PASSATO DA CALCIATORE CON IL PADOVA

“Un onore per me essere stato accostato dai tifosi a Nereo Rocco. Con il Padova ho fatto anche due spareggi per restare in serie A, l’ultimo dei quali con il Genoa”.

SALERNO E LA SALERNITANA

“La Salernitana e Salerno, però, sono la famiglia e casa mia. Lotito e Mezzaroma hanno speso soldi per costruire una squadra forte, con un buon allenatore. Ecco perché, se i proprietari di un club spendono, occorrono poi regole e tempi certi. Diciannove, ventidue squadre, ma stiamo scherzando? Non oso immaginare cosa pensi il club che all’ultima giornata è costretto a riposare, con play off e play out da assegnare”.

mm

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