Commercio Scafati, Ambrunzo si dimette dalla commissione
“Ho rassegnato, con effetto immediato, le mie dimissioni dalla VI Commissione Consiliare Permanente “Legalità e Commercio” del Comune di Scafati”, lo scrive il consigliere comunale ingegnere Michelangelo Ambrunzo il quale chiarisce che “questa decisione non rappresenta in alcun modo una rinuncia al mio impegno politico e istituzionale nei confronti della città. È, al contrario, un atto di responsabilità e di coerenza, maturato di fronte a una situazione che considero ormai insostenibile.
La Commissione è stata convocata con estrema rarità e, nelle poche sedute previste, si sono registrate ripetute assenze, in particolare da parte di componenti della maggioranza, che hanno sistematicamente impedito il raggiungimento del numero legale. In più occasioni si è aggiunta anche l’assenza del Presidente della Commissione, aggravando ulteriormente il quadro.
Le poche sedute effettivamente svolte si sono rivelate del tutto inconcludenti. Questioni di grande interesse pubblico per la città, come quella dei dehors e del necessario equilibrio tra legalità, decoro urbano e attività commerciali, non hanno mai portato a una sintesi, a una proposta concreta o a risultati utili sul piano amministrativo.
Più volte ho sollecitato l’applicazione delle norme previste dallo Statuto comunale, in particolare dell’articolo 55, che richiama i doveri dei consiglieri comunali e prevede la decadenza in caso di assenze reiterate e ingiustificate. Anche queste sollecitazioni, però, sono rimaste senza alcun riscontro.
Il mancato rispetto delle regole e l’assenza di una reale volontà politica di far funzionare la Commissione hanno finito per svuotare la VI C.C.P. della sua funzione di controllo, proposta e approfondimento, riducendola a un organismo puramente formale.
Continuare a farne parte avrebbe significato legittimare una situazione di stallo e inefficienza che ritengo lesiva della dignità istituzionale del Consiglio Comunale e delle aspettative dei cittadini. Per questo ho ritenuto doveroso rassegnare le mie dimissioni”, conclude Ambrunzo.





